LUINO – È già tutto apparecchiato, manca solo il capotavola. Il centrodestra di Luino, nell’attesa che Andrea Pellicini sciolga la riserva sulla sua candidatura a sindaco, ha già fatto tutti i compiti a casa: la giunta è stata messa a punto utilizzando da un lato il Manuale Cencelli (come vuole la liturgia), dall’altro tenendo in considerazione il peso delle preferenze che, in casa Lega, decideranno chi sarà assessore e chi presidente del consiglio. E nelle caselle che mancano, un paio, sarà proprio il candidato a garantire. Con due nomi che, si dice a Luino, spariglieranno. Ma andiamo con ordine.
Pellicini punta su Liardo
A Fratelli d’Italia andrà il sindaco. Pellicini appunto, il quale ha chiesto anche di avere in giunta due persone di sua strettissima fiducia e “fuori” dagli schemi di partito. Due nomi che non gravitano in Fratelli d’Italia, ma che gli garantiscono operatività. Due profili che non sono stati imposti, ma condivisi dagli alleati. Uno di questi dovrebbe essere Vincenzo Liardo, assessore tecnico, funzionario in alcuni comuni del Nord, con competenze in materia di Bilancio. Liardo, politicamente di scuola democristiana, è già stato assessore a Luino con il sindaco Gianercole Mentasti e per due volte è stato candidato alla poltrona di primo cittadino.
Sul secondo nome invece c’è il massimo riserbo. Anche se gli indizi dicono che potrebbe essere una donna, senza tessere di partito, con competenze tecniche e capace di costruire ponti tra le diverse sensibilità politiche. Buttiamo lì un nome: Alessandra Brignoli.
Gli altri posti in giunta
Due i posti in giunta per Forza Italia, ovvero Paolo Gobbato e una quota rosa che risponde al nome di Roberta Longhi. Nel “gioco” delle quote rosa la Lega ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte: e anziché due, il Carroccio avrà un solo assessore, il quale però avrà la carica di vicesindaco. Inoltre sarà targato Lega anche il presidente del consiglio.
E qui andrà in scena il derby delle preferenze. In corsa ci sono, infatti, Alessandro Casali e Davide Cataldo. Pare che l’accordo preso sia quello che entrerà in giunta colui che avrà incassato più preferenze.
