A Mercallo dei Sassi Lombardia ideale lancia la sfida: «Vincere a Varese»

Cosentino e Cassani, ospite all’Assemblea di Lombardia Ideale

MERCALLO DEI SASSI – Barra dritta e puntata sul 2027. A indicare la rotta è Leslie Mulas, referente provinciale di Lombardia Ideale, che ha aperto l’assemblea provinciale, tenutasi oggi – sabato 5 luglio – nella sala congressi dell’AquaSole di Mercallo dei Sassi. «Inutile nasconderci. L’anno prossimo ci sarà una tornata elettorale intermedia, ma dobbiamo lavorare per il voto nelle grandi città del 2027 e per tornare a vincere a Varese».

E il tema centrale sul quale i lombardi ideali lavoreranno sarà la battaglia allo spaccio dei boschi. «Un tema questo che tutti i nostri referenti comunali, da nord a sud ci hanno sottoposto», hanno spiegato Cosentino e Mulas. Che lavoreranno per costruire un tavolo di lavoro con i sindaci e arrivare all’impegno di droni come strumento di controllo e deterrenza sia nei confronti dei pusher, sia dei consumatori.

Parabola crescente

Anno 2019, Lombardia Ideale si affaccia nell’agone della politica e si gioca la partita delle regionali. Candidato Attilio Fontana. Il gruppo, che vede in quel momento la guida (ancora oggi è così) di Giacomo Cosentino, Leslie Mulas e Stefano Clerici è un contenitore politico posizionato a destra e che pesca anche nel bacino della Lega. Con un obiettivo chiaro: i lombardi ideali dovranno essere i fedeli scudieri nel primo (ma anche nel secondo) mandato Fontana. Cosentino viene eletto al Pirellone e in 5 anni lavora pancia a terra sul territorio, cresce e dimostra fedeltà a Fontana. Tanto che alle ultime elezioni Lombardia Ideale è una realtà consolidata in provincia di Varese, ma anche nelle altre province della Lombardia. Oggi, pur non essendo un partito in senso tradizionale, al tavolo del centrodestra varesino Lombardia Ideale gode della stessa nobiltà degli altri alleati.

L’assemblea e i temi

Giacomo Cosentino, prima di presentare l’attività di consigliere regionale e i temi su cui ha lavorato e sta lavorando, ha spiegato le ragioni dell’assemblea.

I lombardi ideali che non ti aspetti

Erano presenti Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega; Mattia Premazzi, segretario provinciale di Noi Moderati e Giuseppe Mazzitelli, delegato a presenziare per Forza Italia.

I Lombardi ideali in Regione contano un assessore, Majone e 4 consiglieri Giacomo Cosentino (varesino, vicepresidente del consiglio regionale e coordinatore regionale), Marrelli, Cesana e Cantoni. Un consigliere provinciale, Leslie Mulas (sindaco di Besano), un consigliere a Varese, Franco Formato (e a Busto – forse – con Matteo Sabba). Sono una quindicina i sindaci del Varesotto: alcuni non tesserati, ma di area quali ad esempio Mariolino De Plano, primo cittadino di Comabbio.

All’assemblea nazionale c’era il blocco malnatese guidato da Mario Barel e qualche volto a sorpresa come il sommese Piero Iametti,  il castellanzese Paolo Pagani e gli olgiatesi Fabio Longhin non e Ketty Saija, si potrebbe dire l’ala destra dell’amministrazione civica (a trazione centrosinistra) guidata da Gianni Montano.

Cassani vs Premazzi: stoccata e contro-stoccata

Non è una novità, ma repetita iuvant. Cassani nel suo intervento non ha perso occasione per stuzzicare Premazzi di Noi Moderati e di riflesso Forza Italia. «Siamo di centrodestra, e lo dico anche a Mattia Premazzi, che in Provincia mentre noi della Lega, Fratelli d’Italia e Lombardia Ideale siamo all’opposizione, loro con Forza Italia governano con il Partito Democratico. E Lombardia Ideale è una componente ormai importante e fedele della nostra coalizione».

E Premazzi ha ribadito. «Questa coalizione deve ricominciare a pensare in termini progettuali. Il centrodestra deve tornare a essere un progetto inclusivo di tutte le componenti, partendo dai veri bisogni del nostro territorio per poi arrivare a dare soluzioni e scegliere le persone migliori. In questo momento invece vedo che si punta a fare nomi senza pensare alle idee. E sulla Provincia dico che senza la fatica e l’impegno di tutti i consiglieri non si arriverebbe a ottenere i risultati. In provincia si lavora in termini amministrativi ed è così che si spiega la nostra posizione. Detto questo però bisognerebbe ripensare anche al sistema elettorale della Provincia».

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