Saronno, omicidio Baldo: Pagani semi-incapce di intendere e di volere. Il processo va avanti

Nel riquadro, Elena Pagani

BUSTO ARSIZIOElena Pagani aveva una capacità di intendere e volere «grandemente scemata», ma non del tutto assente, quando il 9 giugno scorso uccise Romolo Baldo, 86 anni, padre del compagno, nella villetta di via Pio XI  a Saronno dove convivevano. È quanto emerso dalla perizia psichiatrica discussa oggi, mercoledì 13 maggio,  davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio presieduta da Rossella Ferrazzi (Daniela Frattini a latere).

Non un disturbo psicotico cronico

Secondo la consulente incaricata dal tribunale, l’imputata soffrirebbe di un grave disturbo di personalità con «episodi di scivolamento psicotico», ma non di un disturbo psicotico cronico. La donna sarebbe quindi stata in grado, almeno in parte, di comprendere le proprie azioni.

La versione “scagionante”

Sulla stessa linea anche il perito nominato dalla Procura, che ha evidenziato come il comportamento della donna prima e dopo il delitto dimostrasse capacità di pianificazione e consapevolezza. Tra gli elementi citati, il fatto di aver preso il coltello «per difendersi» e il tentativo di fornire ai soccorritori una versione scagionante dei fatti.

La difesa

La difesa, rappresentata dall’avvocato Angelo Murdolo, ha contestato le conclusioni dei consulenti, sostenendo che le condizioni psichiche della donna fossero più gravi e incompatibili con una piena lucidità. Il legale ha inoltre criticato la proposta di ricovero in una Rems, la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

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