A Sanremo il voto della signora Gianna e due Sandokan. I primi nomi in classifica

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SANREMO – Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e la coppia Fedez e Masini sono nomi apparsi nella prima classifica «randomica» emersa dalla serata di apertura della settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, condotta da Carlo Conti insieme alla cantante Laura Pausini e all’attore turco Can Yaman, noto per aver dato un nuovo volto a Sandokan in televisione e messo a confronto, nel corso dell’evento, con Kabir Bedi, protagonista delle serie originale. Il palco del Teatro Ariston ha visto gli omaggi ai recentemente scomparsi Pippo Baudo, Peppe Vessicchio e i consigli per i giovani della signora Gianna Pratesi, «ospite d’onore» di 105 anni che fu tra le donne che, chiamate per la prima a volta a votare, sancirono la nascita della Repubblica italiana. Una serata, in cui Tiziano Ferro ha festeggiato i venticinque anni di carriera, guidata a ritmi serrati per l’alto numero di concorrenti – trenta – tanto che, dopo lo spot della riviera ligure, l’accenno di Yaman «ho avuto occasione di vedere tutta l’Italia…» è stato rapidamente stroncato da Conti con un «vogliamo andare avanti?».

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Gli omaggi a Baudo e Vessicchio

«La prima persona che ho chiamato è stato Pippo», ha raccontato Pausini al suo ingresso in scena di quando venne a sapere che sarebbe stata alla conduzione del Festival e, per l’occasione, introdotta da un video con il Baudo nazionale: come ha ricordato Conti, questo è «il primo Festival senza di lui che ne ha fatti tredici e ha inventato alcuni dei suoi meccanismi come le chiacchiere, la discussione, il dopo Festival…un saluto a Tiziana e a Sandro Baudo, e a Dina, suo braccio destro».
Video omaggio anche per il maestro Vessicchio, «un uomo, padre e marito meraviglioso», accolto dalla standing ovation della sala: «Garbo, ironia, talento – così Pausini – ci ha lasciato troppo presto». Il pensiero di Conti è andato anche a «un’altra figura della televisione: perché il 24 marzo di tre anni fa ci lasciava Maurizio Costanzo». “Lasciata indietro” invece «l’immensa Ornella Vanoni», ma solo perché nella serata di oggi, mercoledì 25 febbraio, sarà al centro di un apposito tributo.

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La Repubblica e il messaggio ai giovani

Se Sanremo ha settantasei anni, la Repubblica – poi storpiata in “Repupplica” nella grafica sullo schermo – ne ha ottanta, ha ricordato Conti mandando i saluti al presidente Mattarella «che ci ha fatto l’onore di incontrarci» e invitando a un applauso per «gli uomini e donne che persero la vita per noi, per regalarci questa nostra Repubblica che ci permette di essere liberi». Tra le prime donne che votarono – a favore perché «eravamo sicuri in casa mia, tutti di sinistra, non fascisti» – c’era la signora Pratesi, giunta all’Ariston con i figli Alessandro e Marco, per cui si avvicina il compleanno, a marzo. Oltre a raccontare la gara di nuoto a Chiavari in cui all’epoca arrivò terza, con la campionessa d’Italia come rivale, ha fatto sapere che tra i suoi artisti preferiti ci sono Ornella Vanoni, ma anche il Celentano di “24000 baci” e i Ricchi e Poveri di “Mamma Maria”. Oggi suona il pianoforte, dipinge e legge – tutti senza occhiali – tre giornali tutte le mattine. Il segreto dello stare in forma? «Ho avuto una bella gioventù, una famiglia d’oro. E da lì sono stata bene: il mangiare, lo sport…se una cosa non mi piaceva, non è che me la facessero mangiare per forza, ma la cambiavano: carne, insalata che qui in Liguria cresce bene». Il messaggio per i giovani è stato di pazienza e amore: «Dovrebbero capire com’è la vita e non arrabbiarsi. Io stavo così brava, aspettavo che passasse un po’ il momento brutto. Bisogna volere bene».

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Tigri da preservare

«Non guardare il confronto fisico, guarda l’abbronzatura», ha detto Conti, all’arrivo dell’imponente Yaman – tanto da farlo sembrare la sua «custodia» – a Pausini. «L’unica cosa in comune che avete», ha scherzato la cantante, che ha chiarito la pronuncia esatta del nome dell’attore, corrispondente all’italiano Giovanni e quindi “Gian”, misurando poi la sua zeta romagnola con la canzone turca “Kuzu Kuzu”. All’arrivo di Bedi, Yaman ha baciato le sue mani portandole alle fronte: in Turchia un segno di grande rispetto per i più anziani. «Cinquant’anni fa non avrei pensato di trovarmi qui a celebrare questo anniversario, grazie per aver reso leggendario il mio Sandokan», ha dichiarato il predecessore. Quella andata in onda a dicembre «è una storia nuova, completamente diversa, ma vederla è stata un’esperienza piacevole perché ha una sceneggiatura molto creativa: è stato affascinante vedere come è stato cambiato il passato di tutti i personaggi. Ogni generazione vuole raccontare i classici a modo suo: è strano vedere Lord Brooke innamorarsi di Marianna, preferisco la storia d’amore del mio Sandokan. Ma ho trovato molto interessante questo nuovo». A fronte del tempo impegnato da Yaman per documentarsi, così da essere la tigre della Malesia «al cento per cento», Bedi ha aggiunto: «È una grande responsabilità, perché è una figura iconica. Siamo fortunati a interpretare questo personaggio di Salgari, è importante nella cultura italiana. Tu sei un degno successore. La gente ci ammira non solo per la nostra interpretazione, ma per tutto quello che Sandokan rappresenta».

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I più applauditi

Medley per Max Pezzali dalla nave – “Sei un mito”, “La regina del Celebrità” e “La regola dell’amico” – tra Arbre Magique umani e caschi da Daft Punk – ma soprattutto per Tiziano Ferro, all’Ariston con “Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Lo stadio” e…“Xdono”: «Venticinque anni fa questo signore – si è rivolto l’artista a Conti – ha creduto in me, mi ha fatto cantare una canzone a una trasmissione televisiva, Domenica In. Un quarto di secolo che vale cinque volte di più: mi è successo di tutto e non potevo che festeggiarlo per le persone qui, sul palco più importante». Il saluto con la nuova “Sono un grande”, così spiegata: «Faccio parte di una generazione a cui a scuola non davano neanche dieci, al massimo otto. Quelle nuove invece celebrano l’unicità di ciascuno, e la forza di questa unicità».
Dopo la “I want to break free” dei Queen suonata all’esterno dai Rocking 1000 il Festival non ha potuto che «ripartire da dove eravamo rimasti», con la “Balorda nostalgia” dal vivo di Olly, vincitore nel 2025. Prima a salire sul palco Ditonellapiaga, con “Che fastidio!” tra elettropop e funk.
Tra i concorrenti tanti hanno optato per brani all’insegna del pop, con i rapper, salvo Tredici Pietro più ligio con un brano molto notturno, a contaminarsi con altri generi, chi – Sayf, Dargen D’Amico, Samurai Jay – con la dance, Lda e Aka7even con la musica popolare napoletana e J. Ax addirittura con il country. Neomelodico tout court Sal Da Vinci mentre Ermal Meta tra folk ed elettronica, suoni tropicalisti per Malika Ayane. A Sanremo la prima volta, con le Bambole di Pezza, di una rock band tutta al femminile e Luca Chiaravalli, maestro di Gallarate, a dirigere l’orchestra per Raf. A raccogliere le reazioni più entusiastiche – cori a profusione – da parte di spettatori forse ancora più esagitati delle edizioni precedenti, Fedez e Masini, Arisa e Serena Brancale. Ecco l’ordine di apparizione e le rispettive canzoni:

1. Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
2. Michele Bravi – “Prima o poi”
3. Sayf – “Tu mi piaci tanto”
4. Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
5. Dargen D’Amico – “AI AI”
6. Arisa – “Magica favola”
7. Luchè – “Labirinto”
8. Tommaso Paradiso – “I romantici”
9. Elettra Lamborghini – “Voilà”
10. Patty Pravo – “Opera”
11. Samurai Jay – “Ossessione”
12. Raf – “Ora e per sempre”
13. J-Ax – “Italia starter pack”
14. Fulminacci – “Stupida sfortuna”
15. Levante – “Sei tu”
16. Fedez & Masini – “Male necessario”
17. Ermal Meta – “Stella stellina”
18. Serena Brancale – “Qui con me”
19. Nayt – “Prima che”
20. Malika Ayane – “Animali notturni”
21. Eddie Brock – “Avvoltoi”
22. Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
23. Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
24. Tredici Pietro – “Uomo che cade”
25. Chiello – “Ti penso sempre”
26. Bambole di Pezza – “Resta con me”
27. Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
28. Leo Gassmann – “Naturale”
29. Francesco Renga – “Il meglio di me”
30. LDA e AKA7even – “Poesie clandestine”

“Balorda nostalgia” a Sanremo, Olly vince il Festival. Testa a testa con Lucio Corsi

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