A Varese “Il diavolo veste Prada” e aiuta Caos: tacchi e foto in rosso, bianco e nero

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VARESE – A Varese piazza Monte Grappa si veste di rosso, bianco e nero per sostenere l’associazione C.a.o.s. guidata da Adele Patrini. È successo ieri, mercoledì 29 aprile, quando oltre cento donne hanno posato per lo scatto collettivo in uno dei tre colori previsti per l’incontro da Anna Monochrome: la fotografa ideatrice dell’iniziativa, ispirata al film “Il diavolo veste Prada 2” e alla sua locandina, ha invitato le partecipanti a sollevare una scarpa con il tacco in segno di trionfo.

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Il ritorno di Miranda Priestly

Come ha raccontato Anna, la scintilla è partita dall’inserimento nella programmazione del Multisala Impero di Varese del seguito del famoso film del 2006, in cui Anne Hathaway, nelle vesti della giornalista Andrea Sachs, deve confrontarsi insieme ai colleghi Emily Charlton e Nigel Kipling, interpretati rispettivamente da Emily Blunt e Stanley Tucci, con le pretese di Miranda Priestly, potente e dispotica direttrice della rivista Runway: un personaggio reso indimenticabile da Meryl Streep, che per quel ruolo vinse il Golden Globe.

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Una rete ad alto tasso imprenditoriale

«L’iniziativa è nata a febbraio, quando fu annunciata la data del 29 aprile per la proiezione», con la sala prenotata presto andata sold out e la decisione di legare l’incontro a una finalità benefica effettuando donazioni per sostenere C.a.o.s.. «Si è così creata una rete fortissima: delle 122 donne che si sono riunite oggi 46 sono imprenditrici, provenienti oltre che da Varese, soprattutto da Busto Arsizio, Gallarate e Luino». Per l’occasione Caroline ha distribuito una gift bag con vari gadget, omaggi offerti dalle titolari d’impresa.

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Rose per la Sala Nettuno

Samuele Corsalini, già presente in piazza con Diego Trogher, vicepresidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, si è poi occupato di introdurre il lungometraggio in Sala Nettuno, non prima di aver offerto all’ingresso una rosa a ogni dama. Tra il pubblico insieme a Patrini c’erano Francesca Rovera, presidente della Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria e responsabile della Breast Unit di Asst Settelaghi, Nicoletta Romano, direttrice della rivista Living is Life, ed Emanuele Monti, consigliere comunale e regionale presidente della nona Commissione Permanente – Sostenibilità sociale, casa e famiglia.

Lo spirito della rete

«Questa è la creatività del territorio e questo evento dà un contributo fondamentale a una battaglia di civiltà», così il plauso di Patrini. «Sono fortemente convinta che insieme a voi, e con voi, la percentuale di guarigione per quanto riguarda il tumore alla mammella supererà il 95 per cento e ci troveremo tutte qua a celebrare il 100 per cento».

Come ha osservato Rovera, «questa sera la battaglia esce dalle mura dell’ospedale e viene a un evento semplice, festoso, gioioso ed elegante come questo per sensibilizzare. Indica lo spirito della rete. Perché ci sono le breast unit? Perché noi donne, nella gestione di una malattia spesso complessa, siamo riuscite a fare squadra».

«Il tumore al seno – ha ricordato Monti – rimane la prima causa di morte delle donne sotto in cinquant’anni: la prevenzione è lo strumento più grande che abbiamo per sconfiggere il cancro». L’invito è a parlarne, «perché ancora oggi solo una donna su due che riceve l’invito per la campagna di screening pubblica e gratuita di Regione Lombardia aderisce. Siate un megafono di prevenzione e salute».

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Adele Patrini presidente di Caos: così si combatte il cancro al seno

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