A Varese la nuova Udc come l’Arca di Noè: tutti alla corte del mullah. Anche Magrini

Il saluto tra L'Udc Cesa e Nino Caianiello

VARESE – Nessun diluvio universale. Lo dice anche il cielo terso di questo sabato 21 febbraio. Ma quanto accaduto questa mattina al ristorante Volo a Vela di Calcinate ha ricordato l’Arca di Noè. Nel senso che sulle sponde del Lago di Varese è rinata l’Udc con almeno 70 persone presenti, di diverse “specie” politiche. C’erano uomini cattolici e laici, democristiani ed ex socialisti, esponenti di Forza Italia, ex forzisti, civici, amministratori in quota Fratelli d’Italia, e altri del Partito Democratico. Oltre a qualche raro, anzi rarissimo Udc, esemplare politico in via d’estinzione. Fino a questa mattina.

La lista è lunga

La lista è lunga. Mettete allo stesso tavolo – del Volo a Vela – il deputato UdC Lorenzo Cesa, Nino Caianiello, Ciro Calemme, Roberto Puricelli, due candidati sindaco a Luino (Furio Artoni e Marco Massarenti) con Franco Compagnoni di Fratelli d’Italia (i tre nella foto sotto) a fare da anello di congiunzione. Ma anche sindaci (Corrado Nazario Moro di Dumenza e Nora Sahnane di Curiglia con Monteviasco); amministratori (Giovanni Buzzi di Sesto Calende, Silvana Alberio di Gavirate); la vannacciana Alessandra Sisti e di colpo, anche a Varese, torna in campo l’Unione di centro. Senza i volti storici del partito in città e in provincia che ha visto tra i suoi fondatori Pier Ferdinando Casini.

Il più atteso

Arriva sorridente con i Ray-Ban inforcati. Stringe mani. Baci e abbracci. Il più atteso era lui: Nino Caianiello. E, infatti, il mullah non delude e arriva. È passata una vita e un’inchiesta giudiziaria. Nulla è più come prima ma non sembra: Nino è ancora al centro dei capannelli fuori dal ristorante pizzeria Volo a Vela dove i presenti sono in attesa dell’arrivo di Cesa. Insomma, piaccia o non piaccia, faccia o non faccia politica, oggi la notizia è lui: l’ex plenipotenziario forzista di Gallarate. Troppa importanza mediatica? Vedremo.

 

Il presidente della Provincia

La presenza di Marco Magrini invece, merita una parentesi a parte. Doverosa. Onde evitare di toccare la suscettibilità del presidente della Provincia. Magrini al Volo a Vla è passato, ma nulla ci azzecca con il progetto di rinascita dell’Udc. La sua intenzione – confermata anche dagli amici valligiani del numero uno di Villa Recalcati – era di passare a salutare l’onorevole Lorenzo Cesa. Ma le tempistiche non sono state sincronizzate, nel senso che Cesa è andato via pochi minuti prima dell’arrivo al Volo a Vela di Magrini, il quale ne ha approfittato per salutare gli amici presenti.

Dribbling e imbarazzi

Poi, tra coloro che hanno risposto al richiamo, c’è  chi si è prodotto in dribbling straordinari nello spiegare le ragioni della presenza. C’è chi dice: “Sono qui perché mi hanno invitato, ma non so il motivo”; chi: “Sono qui, ma non ho la tessera dell’Udc” e chi ammette: “Sono qui come attento osservatore di quanto sta accadendo in politica”. Ma c’è anche chi, in maniera sibillina e con riferimento alle ormai prossime elezioni amministrative spiega: “I giochi non sono ancora fatti e tutto prenderà avvio dopo il referendum“. A Somma Lombardo? chiediamo. “Anche a Luino”, risponde l’interlocutore. Ma restiamo a quanto è accaduto al Volo a Vela.

In Forza Italia? Ma come si fa

Il più chiaro è Ciro Calemme, il quale prima cerca di sminuire il suo ruolo “nell’operazione cuculo”, poi garantisce di non avere la tessera del partito e infine spiega: «Qua c’è gente che crede nel centrodestra e l’Udc sta nel centrodestra. Perché non siamo entrati in Forza Italia? E come si fa a entrare in un partito che tiene il piede in due scarpe? Oggi Forza Italia governa con il Pd in Provincia e fa finta di fare opposizione in Comune a Galimberti».

I forzisti

Infatti di forzisti o ex forzisti ce ne sono al tavolo con Lorenzo Cesa. Anche se non si può dire, è chiaro che la regia o l’aiuto regia sono gli ex Forza Italia. L’obiettivo è ricompattare il gruppo laico. Le insegne politiche sono quelle dell’Udc, una sigla politica che oggi non ha appeal elettorale? Nessuno dei presenti, tranne gli organici del partito, sta a guardare il pelo nell’uovo. Anzi, la situazione è propizia: ci si conta senza inganni.

C’è il coordinatore provinciale. Senza congresso

Perché da oggi c’è un partito che da tempo langue nell’oblio e c’è un gruppo di persone che vuole tornare a fare politica con lo scudo… crociato. E le due esigenze (rilanciare il partito e avere un “taxi”) sono state coniugate sulle sponde del Lago di Varese. Con Lorenzo Cesa che ha nominato il coordinatore provinciale (senza un congresso, ma con un’investitura davanti a una platea variegata – è la politica moderna, bellezza) Andrea Piazzoli, assessore a Dumenza. Il quale, nel suo discorso d’esordio, ha spiegato la volontà di ridare forza a un partito che ha fatto un pezzo di storia della politica locale e nazionale, con l’obiettivo di rafforzare le radici moderate, centriste e cattoliche e di fare da raccordo con gli esponenti presenti a Roma.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… Cesa

Un breve inciso: Cesa, nel suo discorso alla tavolata ha parlato della politica di oggi, puntando il dito contro i partito che non sono più tali e si riducono alla personalità del leader. Non fa una grinza. Peccato che sui due piedi ha nominato il coordinatore provinciale senza passare dal congresso.

Il passato non è… passato dal Volo a vela

Graziano Maffioli, sindaco di Casale Litta e più volte senatore; ma anche Christian Campiotti, assessore provinciale e segretario regionale quando l’Udc a Varese viaggiava al doppio dei voti della media nazionale, sono stati solo citati dal segretario regionale Vincenzo Tortorici. Non c’era nessuno del gruppo storico. Forse però saranno presenti tra qualche giorno quando in città arriverà Casini.

Per il resto l’Udc pare abbia voltato pagina. L’ha detto del resto Cesa nel fissare gli obiettivi e senza andare troppo per il sottile al “momento del dress code”. Cesa, infatti, ha sottolineato i valori cattolici e cristiani, sorvolando sul passato politico laico, socialista e in alcuni casi di sinistra delle persone presenti oggi. «Vogliamo costruire un partito perché oggi in Italia non esistono i partiti, ma quattro o cinque capi che comandano in parlamento. Io provengo dalla Dc e il nostro obiettivo è mettere in campo un partito che diventi riferimento di un’area politica di centro con radici sul territorio. Qui c’è spazio». Avanti c’è posto.

udc varese cesa caianiello – MALPENSA24

Torna Nino. E tutto fa brodo

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