Aids, 1300 pazienti all’ospedale di Busto. I medici incontrano i liceali del Crespi

BUSTO ARSIZIO – L’AIDS non è una malattia del passato. Lo ha ricordato, in occasione della giornata mondiale del 1° dicembre, ASST Valle Olona, e da domani, 3 dicembre, lo ribadiranno i suoi medici incontrando i ragazzi delle classi terze e quarte del liceo Crespi di Busto Arsizio, per sensibilizzare su un rischio – quello di contrarre il virus dell’HIV – che «non va percepito come lontano da sé». Sono circa 1300 i pazienti con infezione da HIV in cura nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Busto Arsizio e in Italia lo scorso anno si sono registrate quattro nuove diagnosi ogni 100mila residenti. In pratica, in una città come Busto Arsizio, tra le tre e le quattro persone infettate dal virus del vecchio slogan “se lo conosci lo eviti”.

L’AIDS a Busto Arsizio

Gli appuntamenti con gli studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto Crespi di Busto Arsizio si terranno il 3, il 9 e il 17 dicembre. Per sensibilizzare i giovani sul delicato tema dell’AIDS, la cui Giornata Mondiale ricorre ogni anno l’1 dicembre, gli specialisti dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive hanno organizzato una serie di incontri che saranno dedicati all’approfondimento della tematica, con focus sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. Nel reparto attualmente sono in carico circa 1300 pazienti con infezione da HIV, quasi tutti in terapia retrovirale. È ovvio, dunque, che una corretta informazione, unita alla necessaria sensibilizzazione sulla tematica, risulta essere indispensabile, soprattutto per la popolazione più giovane che può percepire il rischio come “lontano da sé”. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea, infatti, che una delle categorie più a rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) è proprio quella dei giovani adolescenti. Ed è per questo che ASST Valle Olona ritiene importantissimo incontrare gli adolescenti nelle scuole, al fine di informarli sui comportamenti a rischio, far conoscere i modi per prevenire il contagio e riconoscere i sintomi e i segni di una potenziale infezione sessualmente trasmessa in atto.

I numeri in Italia

In base ai dati pubblicati dal Ministero della Salute, nel 2023 sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 4,0 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV nel nostro Paese è stimato intorno a 140.000 unità (120.000-160.000) con tasso di prevalenza pari a 0,2% residenti (2). Il Bel Paese, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, nel 2023 si colloca al di sotto della media calcolata nei Paesi dell’Europa occidentale (6,2 per 100.000 residenti). Il Ministero della Salute, nell’ultimo report comunicato, indica che le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2023 sono prevalentemente maschi (76% dei casi). L’età mediana è di 41 anni, più alta nei maschi (42 anni) rispetto alle femmine (39 anni). L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 30-39 anni (9,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30-39 anni); in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 3 volte superiore a quelle delle femmine.

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