Alba capitale dell’Arte contemporanea, Cassani prende atto e cita Andreotti

ROMA – È Alba la capitale dell’Arte contemporanea, scelta tra altre quattro città finaliste, dalle quali la doppia candidatura Varese e Gallarate era stata esclusa. Il primo commento è quello del sindaco Andrea Cassani, il quale promuove il progetto piemontese: «Bello e solido». Ma quando gli si fa notare che colei che ha presentato la candidatura di Alba era l’anno scorso membro della commissione esaminatrice, aggiunge: «Non c’è incompatibilità e non voglio pensare male. Tuttavia Andreotti diceva…». Il sindaco di Gallarate non finisce la frase del potente democristiano, che recitava esattamente così: “Pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca».

Vince Alba

«Complimento ad Alba – ha dichiarato Cassani – ha vinto con un progetto solido e bello. Direi quindi una vittoria meritata. Certo che sono dispiaciuto per l’esito della nostra doppia candidatura, però sono contento che questa volta il riconoscimento torni al Nord dopo le infauste premiazioni di città del Sud i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Proviamo a stuzzicare il sindaco di Gallarate, facendo notare che Patrizia Sandretto Re Rebaudengo l’anno scorso era nella commissione ministeriale degli esaminatori che fecero vincere Gibellina, mentre quest’anno è stata la promotrice della candidatura di Alba. «Alt – dice il sindaco – il ministero non ha ravvisato alcuna incompatibilità di ruolo. Tra l’altro due membri della precedente commissione erano anche in quella di quest’anno. Perciò non voglio pensar male. Anche se Andreotti diceva…».

Varese e Gallarate, una sconfitta che è una vittoria

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