ALBIZZATE – È allarme Occhi Pollini ad Albizzate. Con l’adeguamento della componente geologica del Pgt – votato lo scorso 29 luglio in consiglio comunale – cambiano le fasce di rischio di molte aree residenziali. A renderlo noto è il gruppo di opposizione Noi Insieme per Albizzate-Valdarno-Tarabara. «Malgrado non ci siano segnalazioni di sprofondamenti successi in passato – si legge nello studio allegato alla delibera – la porzione centro meridionale del territorio comunale mostra una potenziale pericolosità alta alla presenza o formazione di Occhi Pollini».
Rischio sprofondamento
Gli Occhi Pollini sono cavità sotterranee tipiche dell’alta pianura lombarda, dovute alla circolazione di acqua e dissoluzione del sottosuolo. Fenomeni che, in caso di collassi, possono portare a sprofondamenti improvvisi del terreno, coinvolgendo potenzialmente anche le sovrastrutture.
Nello specifico, lo studio albizzatese determina il passaggio un gran numero di aree residenziali precedentemente indicate come «Classe 1» (senza particolari limitazioni derivanti da caratteristiche geologiche, idrogeologiche o idrauliche), a «Classe 3» (con limitazioni consistenti).
Le preoccupazioni della cittadinanza
A raccogliere la preoccupazione degli abitanti ci ha pensato proprio il gruppo di minoranza. «Sarebbe servito coinvolgere i cittadini su una questione così complessa – spiegano -, e che interessa la maggior parte dell’abitato». Anche per rispondere ai dubbi degli albizzatesi. «Che livello di rischio hanno attualmente le case già costruite? Ci sarà la necessità di accertamenti più ampi in caso di interventi sugli edifici?». E ancora: «Il valore degli immobili e i premi assicurativi potrebbero subire delle variazioni? Verranno messi in campo monitoraggi specifici?».
Il ruolo di Vibram
Secondo il gruppo, un ruolo nella questione lo giocherebbe anche Vibram, l’azienda leader nella produzione di suole per calzature che proprio ad Albizzate ha la sua sede storica. «Nel consiglio comunale del 29 luglio, l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica, Massimiliano Rizzi, ha concentrato l’attenzione sull’adeguamento della componente geologica del Pgt al decreto dell’autorità di bacino», spiegano. «Questo perché i lavori effettuati da Vibram sull’alveo del torrente Arno hanno modificato le fasce fluviali e le mappe della pericolosità e del rischio alluvioni. Di fatto, ampliando le possibilità edificatorie sulla proprietà dell’azienda».
Di qui, l’accusa di Noi insieme: «Da un lato Vibram raggiunge passo passo i suoi obiettivi, dall’altro i valdarnesi stanno ancora aspettando il “famoso” accesso da sud dei mezzi pesanti diretti verso l’azienda». Una misura che servirebbe a «risolvere i problemi di viabilità della frazione e di sicurezza di accesso alle scuole».
Rassicurare i cittadini
Il gruppo consigliare, quindi, vuole «Vederci chiaro». Anche perché «Nel corso del consiglio comunale “balneare” del 29 luglio non sono mai state pronunciate le parole “rischio sprofondamento” e “occhi pollini”». E invita la maggioranza ad «aprirsi a un confronto, per approfondire e magari rassicurare i cittadini». La palla, quindi, passa ora alla giunta guidata dal sindaco Mirko Zorzo.
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