VARESE – «Su due delle tre condizioni per provare a vincere siamo già avanti». È il senatore del Pd Alessandro Alfieri ad esprimersi (qui sotto l’intervista video) in merito al percorso del centrosinistra verso le elezioni 2027 a Varese. Quando l’alleanza guidata dai dem punterà ad aggiudicarsi la posta in palio per la terza volta di fila, dopo il doppio mandato Galimberti. I due tasselli già a buon punto a cui fa riferimento il senatore sono la coalizione e il progetto. Manca il terzo, il più importante: il candidato. Ma non c’è fretta. «Sono fiducioso ci siano tutti i tempi necessari per arrivare anche alla figura che meglio potrà interpretare questa sfida».
Coalizione larga. E le primarie?
«Stiamo consolidando la coalizione che è molto larga – osserva Alfieri – comprende tutti, è più larga di quella nazionale mi verrebbe da dire. Stanno lavorando sul progetto, ci sarà un’iniziativa importante a settembre proprio sui contenuti per valorizzare al massimo il lavoro che è stato fatto». Dopo dieci anni di amministrazione, «in cui si è lavorato tanto e fatte nuove opere», sottolinea Alfieri, si dovrà ragionare sulla vocazione per Varese. «Che è stretta tra la Svizzera e la città metropolitana». Quindi sulle modalità per scegliere il candidato sindaco. Serviranno le primarie come richiesto da Progetto Concittadino? Non necessariamente per Alfieri. «Lo deciderà il tavolo di coalizione, quando serve si fanno le primarie, se si trova l’accordo su una figura che mette d’accordo tutti i soggetti della coalizione non ci sarà bisogno, in maniera simile a quello che faremo a livello nazionale».
La visita al carcere
Alfieri è intervenuto a margine della visita effettuata questa mattina, venerdì 24 luglio, alla casa circondariale di Varese, a cui ha partecipato insieme alla deputata Lia Quartapelle nell’ambito dell’iniziativa nazionale del Pd “Bisogna aver visto” promossa per accendere l’attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario italiano. «Pensiamo che il Governo debba aprire gli occhi sulle conseguenze della mancata presenza della politica nelle carceri – ha detto Quartapelle – è stato fatto poco, tranne l’aumento delle pene e questo si vede anche qui con sovraffollamento e difficoltà per il personale».
Spiragli positivi
Alessandro Alfieri ha espresso soddisfazione per le novità che riguardano il carcere di Varese, dopo anni di stallo. «Grazie anche al lavoro del Pd finalmente qualcosa si muove – ha detto – il muro finalmente verrà ristrutturato ma soprattutto si potrà ampliare grazie alla collaborazione con l’amministrazione guidata da Davide Galimberti e il recupero della caserma della Polizia locale e questo può portare a una ristrutturazione e risistemazione degli ambienti interni per i detenuti e degli spazi di socialità».
Al carcere di Varese il sovraffollamento è del 180%. In attesa dei nuovi spazi
alfieri varese campo larghissimo – MALPENSA24
