BUSTO ARSIZIO – «Volevo realizzare il mio sogno di avere il top del top: il più grande maestro che unisce scienza e coscienza, parlando in maniera chiara». Nanda Ubaldini, dell’associazione Villa Hegla, ha quasi 90 anni e un carattere ruspante: c’è lei, insieme all’assessore alla cultura Manuela Maffioli, dietro all’evento che porterà a Busto Arsizio «l’uomo che vide il futuro». Si tratta di Federico Faggin, fisico noto a livello internazionale per aver progettato, soprattutto, il primo microprocessore commerciale. L’appuntamento è per il 6 ottobre e sarà protagonista di tre incontri sul territorio, rivolti agli studenti delle superiori, quello della Liuc e ai cittadini.
L’uomo che vide il futuro
L’evento è stato presentato questa mattina, 24 luglio, a Palazzo Gilardoni. Busto accoglierà «un grande protagonista dell’innovazione tecnologica, fra gli scienziati italiani più influenti al mondo», le parole di Maffioli. «Sarà una giornata speciale e preziosa, nutriamoci del suo sapere: è ciò che sta facendo gran parte del mondo, dove Faggin porta la propria filosofia».
Presente anche l’assessore alle politiche giovanili Chiara Colombo, che ha ricordato come il contesto scolastico sia «fondamentale». Per questo motivo «è importantissimo che venga dato l’apporto giusto: l’intelligenza artificiale è diventata parte della vita dei giovani, quindi spero che su impronta di Faggin facciano uscire i loro interessi».
In occasione del lancio dell’evento, in sala c’erano Niccolò Comerio (ricercatore di Politica economica della Scuola di Economia e Management alla Liuc) e Luigi Battezzati (docente della scuola di Ingegneria industriale alla Liuc) che hanno ribadito come Faggin possa essere «un esempio, essendo una persona con idee, valori e sogni».
Hanno partecipato anche Paola Andreani dell’associazione Villa Hegla e Giorgio Paglini, per la concessionaria che porta il suo nome e che sostiene l’iniziativa.
Una giornata di scienza
La giornata – si legge nella nota diffusa a margine della presentazione – sarà articolata in tre momenti dedicati rispettivamente agli studenti delle scuole superiori, agli universitari Liuc e alla città. Il primo appuntamento è in programma alle 9.30 al Teatro Sociale, dove Faggin incontrerà gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Busto. Attraverso un racconto diretto della propria esperienza umana e professionale, ripercorrerà le tappe che lo hanno portato dall’invenzione del microprocessore – che ha rivoluzionato il mondo digitale – alle successive innovazioni, come il contributo allo sviluppo delle tecnologie touch, affrontando inoltre i temi dell’intelligenza artificiale e degli studi che oggi conduce sulla coscienza.
Alle ore 11.30, alla Liuc di Castellanza, si terrà un incontro dedicato agli studenti dei corsi di Economia e Ingegneria sul tema “Futuro della tecnologia e scenari economici”, moderato dal professor Arturo Baroncelli. Tra gli argomenti al centro del confronto: le opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale e dell’automazione per imprese e società, la quarta rivoluzione industriale, dall’internet of things alla robotica avanzata, il progetto di Faggin sulla “consapevolezza artificiale” e le possibili implicazioni per l’economia e la gestione aziendale. All’incontro parteciperanno Comerio e Battezzati.
La giornata si concluderà alle 20 al Sociale con l’evento aperto al pubblico, dal titolo “Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro. Dall’invenzione del microprocessore allo studio della coscienza”. L’ingresso sarà gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite. In caso di rinuncia a partecipare all’evento, l’amministrazione invita a disdire la prenotazione in modo da permettere agli avventori dell’ultimo momento di essere presenti.
Federico Faggin
Nato a Vicenza nel 1941, Faggin è uno degli scienziati italiani più influenti al mondo e l’inventore del primo microprocessore commerciale, l’Intel 4004 (1971), una tecnologia che ha segnato l’inizio della rivoluzione digitale e reso possibile lo sviluppo dei moderni computer, smartphone e dispositivi elettronici. Considerato uno dei padri dell’informatica e protagonista della nascita della Silicon Valley, nel corso della sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui la National Medal of Technology and Innovation degli Stati Uniti, il Premio Marconi e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
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