Alla stazione di Legnano prendono il treno anche i topi

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LEGNANO – Non bastavano vandali, ladri e sbandati: ora alla stazione ferroviaria di Legnano sono di casa anche i topi o meglio ratti, grossi e invadenti. Spuntano dai tombini alle estremità del sottopassaggio ciclopedonale e in fondo al parcheggio parallelo ai magazzini ferroviari dismessi. Una presenza che allarma i viaggiatori e gli esercenti dei negozi di piazza Buti, anche per la mancanza di trappole.

«Vediamo ratti ogni giorno, ma non ci sono trappole»

«Li vedo ogni mattina, compresa quella di oggi – lamenta Massimo Andreani, gestore del bar Blue Day Cafè e del punto vendita all’interno della stazione –. Arrivano dalle fognature e dalla massicciata ferroviaria, si arrampicano sui cancelli e le recinzioni. Devo tenere i sacchi della spazzatura all’interno del bar, perché se li metto fuori li aprono subito. Purtroppo non ci sono trappole e così non spariranno mai. In passato c’erano anche scarafaggi, ma dopo aver fatto pressione sul Comune, questo è intervenuto per eliminarli». «Li ho visti al di là dei binari, in via Gaeta, dove lascio l’auto per venire a lavorare – conferma Sara, che lavora da 8 anni al banco del bar della stazione –. Le trappole per gli scarafaggi ci sono ancora; per i topi, niente».

 

Niente telecamere: ladri e vandali la fanno da padroni

Silvia, la titolare dello stesso bar aperto dalle 5.30 alle 20, punta il dito su altre lacune. «Anche a me è capitato di vedere topi qui intorno, soprattutto d’inverno. Oltre a quelli igienici, ci sono però problemi di sicurezza e ogni tanto accadono episodi spiacevoli, anche se normali per un’attività pubblica come questa. I bagni sono sempre chiusi perché non appena li sistemano sono preda dei vandali, che si portano via i sanitari». Dopo l’ultimo raid vandalico di un paio di mesi fa, i servizi igienici non sono stati ancora riaperti e nei dintorni si leva un lezzo inconfondibile, provocato da chi non rinuncia a servirsi allo stesso scopo dei muri circostanti. «Manca la sicurezza – ribadisce uno degli 8 addetti alla biglietteria –, non ci sono telecamere e ormai dal 2011 non c’è più il presidio dei militari. La sera, quando viene buio, c’è da avere paura a uscire dall’ufficio e muoversi nei dintorni. Nel parcheggio ricavato dal lato dei vecchi magazzini càpita spesso di trovare in pezzi i finestrini delle auto in sosta perché vi rubano quello che c’è dentro». In effetti, anche se bene illuminato nelle ore notturne, il parcheggio appare terra di nessuno, come tutta l’area della stazione. Il lucchetto che chiudeva il cancello è stato asportato, mentre i rifiuti gettati per terra attirano ospiti indesiderati come i topi.

Tante lamentele, ma anche qualche nota positiva

In stazione non esiste un presidio di polizia ferroviaria, mentre l’Info Point della polizia locale inaugurato qualche anno fa è sempre chiuso. «La gente viene da noi a lamentarsi e ha ragione – dicono i dipendenti delle Ferrovie che lavorano qui – ma noi non possiamo farci nulla perché non dipende da noi». Le lamentele più frequenti, oltre alla mancanza di agenti di pubblica sicurezza, riguardano i bagni inagibili, le macchinette rotte, gli ascensori spesso fermi e le difficoltà a salire sui treni per i disabili, che dovrebbero richiedere assistenza prima di raggiungere la stazione. «Non si può pulire la fontana?  – ci ferma una signora – Lo scarico è bloccato e vengono su le zanzare». Nella stazione, a onor del vero, non ci sono solo note negative. Ad esempio, ora entrambi gli ascensori sui lati della massicciata ferroviaria funzionano. Il sottopasso di via Venegoni è munito di telecamere. La banchina e gli immediati dintorni vengono puliti regolarmente; anche la fontanella, durante il nostro sopralluogo, era chiusa per essere ripulita a fondo. Tutto sommato, un po’ poco per quella che è una delle porte d’accesso alla città del Carroccio e il punto di passaggio quotidiano di migliaia di utenti.

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