All’Enaip Varese una lezione di sicurezza stradale nel nome di Marco Simoncelli

VARESE – Una lezione speciale all’Enaip di Varese. Per una mattina in cattedra sono saliti Stefano Orsenigo, fondatore dell’associazione La Strada, presidente Csr – rete di Imprese e Scuole e psicologo del traffico e Loris Calipari, co-fondatore e dirigente della Fondazione Marco Simoncelli. Temi della mattinata: la sicurezza stradale, ma anche la scoperta del campione di Coriano, che i giovani alunni presenti alla mattinata non hanno visto correre, ma ben conoscono perché le sue imprese non hanno tempo.

Sicurezza stradale

Linguaggio informale per entrare in sintonia con il giovane pubblico e pochi fronzoli. Il primo a partire è stato Stefano Orsenigo che ha portato idealmente gli alunni di Enaip in strada e in sella a una moto. E ha spiegato loro le tante insidie, spesso nascoste, o meglio non valutate, che si possono trasformare in cause di incidenti stradali, a volte fatali.

Troppe morti in strada

«La media annuale di morti sulle strade nell’ultimo decennio supera i 3.600. Quasi peggio della guerra – ha detto Orsenigo – numeri che ci fanno capire che siamo di fronte a un’emergenza sociale». E l’unica soluzione è per chi si mette alla guida di lavorare sulla consapevolezza, oltre che sull’attenzione, sul rispetto delle regole. «Anche se a volte non basta – ha detto – perché a infrangerle non siamo noi, ma gli altri. Per questo, capire e a volte anticipare quello che potrebbe accadere in strada significa portare a casa la propria vita».

Il 58

La seconda parte della mattinata è stata invece emozione ed adrenalina. E a raccontare da un lato l’impegno della Fondazione per aiutare i ragazzi disabili che non hanno famiglia e ospitati anche a “Casa Marco Simoncelli” e dall’altro quel ragazzone capace di affrontare le curve quasi come fossero rettilinee, è stato Loris Calipari.

Video emozionali sul Sic in sella alle moto, ma anche ai box o in alcuni momenti di vita lontano dai circuiti, le parole di chi ha conosciuto il suo sorriso e le sue battute e poi il ricordo del padre hanno completato la mattinata. «Un pilota? E’ uno scemo», ha detto il papà Paolo, in senso affettivo e con cadenza emiliana, parlando dell’amato figlio». Ma il suo figlio, Marco, è statoprima che un grande campione, un combattente, un cavaliere che ha domato cento, dieci, mille volte i tanti cavalli nel motore sotto la sella tranne quel maledetto cerchione che il 23 ottobre 20211, a Sepang, ha spezzato la vita di Sic e reso immortale le sue gesta, i suoi riccioli, il suo sorriso e la voglia di vivere.

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