C’è un luogo magico per vivere l’autunno alpino e tutti i suoi colori: è a due passi da Bolzano e invita a fare incantevoli camminate nella natura che, ad ottobre, si tinge delle sfumature di giallo e marrone. Si tratta dell’altopiano del Renon, raggiungibile in 12 minuti grazie alla funivia che parte direttamente dalla città di Bolzano. Al fascino del Renon non seppe resistere neppure Sigmund Freud: all’inventore della psicanalisi è stato dedicato un itinerario panoramico che unisce Collalbo con Costalovara, il sentiero che amava percorrere durante le sue vacanze. Forse gli scorci che si godono dal Renon regalavano a Freud la stessa felicità e emozione che sanno stregare tutt’oggi chi sale su questo altipiano davvero speciale, da dove si gode una vista superba sulle Dolomiti. Per chi ama il trekking può percorrere il Premium Tour Cieloronda, un itinerario circolare che garantisce per tutti i suoi 7, 8 km (percorribili in circa 2 ore e mezza) momenti indimenticabili.

Qui ci si può sedere al celebre “Tavolo rotondo“, straordinaria opera d’arte realizzata da Franz Messner e piattaforma da cui osservare lo spettacolo delle vette innevate, che porta incisi i nomi e i profili di tutte le cime che si stagliano di fronte, dai colossi di ghiaccio dell’Ortles ad ovest al leggendario mondo delle Dolomiti ad est, dalle Alpi dello Stubai e dello Zillertal a nord, alla Presanella ed all’Adamello a sud dove si ergono anche le Dolomiti del Brenta. Lo Sciliar, il Latemar, il Catinaccio sono proprio in primo piano. Si scorge poi anche la Marmolada e centinaia di vette alpine che disegnano il paesaggio. Più in basso del tour Cieloronda ci sono i sentieri che percorrono i boschi di castagni che in autunno danno il meglio di sé.

Altro motivo che rende il Renon l’ideale meta autunnale è il romantico trenino del Renon a scartamento ridotto, che oggi è l’ultimo del suo genere in tutto l’Alto Adige. Questo piccolo treno collega Soprabolzano con Collalbo, con vagoni d’epoca e altre carrozze più moderne. Con il trenino si raggiunge facilmente Costalovara, dove si trova l’interessante Museo dell’apicoltura del Maso Plattner, uno dei più antichi masi del Renon. La pittoresca collina circostante il maso ospita vecchie arnie per api e un percorso didattico lungo il quale è possibile osservare l’attività solerte delle api.

Per gli amanti del vino e delle camminate c’è un’escursione autunnale da non perdere: si trova proprio sul pendio che collega Bolzano con l’Altipiano del Renon, in particolare con il piccolo agglomerato di masi chiamato Signato. Si tratta del sentiero del vino Rebe (ovvero “vigna”), una piacevole passeggiata di circa 400 metri di dislivello che per circa un’oretta e mezza si snoda tra i filari, in parte sulla vecchia strada romana che parte dai possedimenti del maso Waldgries, e che si aggiunge ai tanti percorsi tra i vigneti che fanno di questo territorio una meta prediletta per eno-appassionati.

Rebe è una tappa obbligata per gli amanti di Bacco: qui, una sosta di degustazione nelle varie cantine nei pressi del percorso è certamente d’obbligo. E sabato 28 ottobre degustazione speciale con i viticoltori del Renon e di Rencio: in cinque postazioni i viticoltori offrono in degustazione i loro vini che crescono nelle rispettive altitudini tra Rencio e Signato, dal corposo Lagrein all’aromatico Gewürztraminer fino allo speziato Kerner (sono ben 13 le varietà di uva che maturano lungo i 3,5 km del sentiero del vino Rebe).
Info: www.ritten.com

Per chi ama le atmosfere della Belle Epoque e vuole abbinare un soggiorno autunnale al fascino del passato, può soggiornare allo storico Parkhotel Holzner di Soprabolzano, proprio adiacente alla moderna stazione a monte della funivia di collegamento tra Bolzano e Soprabolzano (anche la stazione del trenino del Renon è proprio davanti all’hotel). Il Parkhotel Holzner si presenta oggi in una veste rinnovata, ma fedele alla sua immagine storica, grazie a una sapiente ristrutturazione rispettosa di quelle storiche mura che hanno ospitato nel tempo personaggi rinomati come Eugenio Pacelli, il futuro Papa Pio XII. La sua storia inizia nel 1908. Ora Wolfgang Holzner e la sua famiglia sono gli eredi di questa storia centenaria che con entusiasmo portano avanti un progetto di salvaguardia delle tradizioni e dei valori dell’Alto Adige.

“Investire in un’architettura di alta qualità è sempre un atto di sostenibilità, soprattutto in relazione alle strutture storiche che vengono conservate e sviluppate. È un ritorno al passato, una certezza per il presente e un investimento importante per il futuro” rimarca Wolfgang Holzner. Si passeggia per le magnifiche sale con arredi d’epoca, lo stile Liberty riecheggia in ogni angolo con raffinati particolari su cui ci si sofferma ad osservare: il passato diventa presente e la vacanza non è solo un luogo speciale dove riposare ma anche un tuffo indietro nel tempo, un salto temporale che alimenta nuove emozioni. Questo luogo è un patrimonio storico: tutte le sedie della sala da pranzo, gran parte dell’arredamento delle stanze, l’argenteria e le oltre 250 lampade e lumi dell’edificio risalgono alla data della sua fondazione, a cavallo dei secoli, e vengono utilizzati oggi come allora: ci si immerge letteralmente nel passato. “All’Holzner, non ci sono pezzi d’arredamento in stile Liberty da ammirare dietro lastre di vetro. Da noi, ci si siede sopra e ci si dorme! Nel corso degli anni, l’hotel, costruito nel 1908 nel cosiddetto stile Liberty alpino, è stato ristrutturato con cura e dedizione e per questo, ancora oggi, vanta un eccellente arredamento originale, unico in tutto l’arco alpino” spiega Wolfgang Holzner. Lo scenario è uno spettacolo da godere ogni ora del giorno, con le fievoli luci dell’alba, con il sole di mezzogiorno che illumina con energia il quadro e al tramonto, quando avviene “l’enrosadira”, un fenomeno ottico per cui le cime delle Dolomiti assume un colore rossastro, che passa gradatamente al viola. Sorseggiare un drink sotto l’abete bianco centenario nel parco dell’hotel è un momento di felicità che dovrebbe dilatarsi nel tempo. Come d’altronde anche il bagno nella stupenda piscina panoramica (incastonata nel parco di 10 mila metri quadri costellato da alberi centenari), qui si accende il desiderio che le lancette dell’orologio si fermino e che questi attimi di intenso benessere si prolunghino per un tempo indeterminato.

Catinaccio, Latemar e Sciliar sono un poster a grandezza naturale da cui lo sguardo non si stacca. La bellezza dolomitica agisce come una calamita: si osservano i profili, le curve, le linee di queste montagne che hanno attirato milioni di turisti. Il celebre trio dolomitico si lascia ammirare senza riserva: galleggiando nell’acqua tiepida, la vista è davvero sublime.
Info: https://www.parkhotel-holzner.com/
