Appello Mensa Poveri, pioggia di assoluzioni. Per Comi nessuna corruzione

MILANO – Paolo Orrigoni incassa la seconda assoluzione (piena) consecutiva. L’ex eurodeputata Lara Comi vede cadere con la formula più ampia tutte le ipotesi corruttive che le erano state contestate: «il fatto non sussiste». Assolto con la stessa formula anche l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia Carmine Gorrasi.

Accuse polverizzate

La sentenza del processo d’Appello della Mensa dei Poveri, pronunciata poco dopo le 15.30 di oggi, giovedì 15 gennaio, dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano «ha polverizzato l’impianto accusatorio», come hanno sottolineato a più riprese i collegi difensivi.  L’inchiesta Mensa dei Poveri nel 2019 ipotizzò una serie di presunte corruttele e nomine pilotate per incarichi pubblici a cavallo tra le province di Varese e Milano, con epicentro a Gallarate, il cui vertice venne individuato dagli inquirenti nell’ex plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Varese Nino Caianiello (che ha patteggiato a 4 anni e 10 mesi). Le indagini decapitarono la vecchia guardia dei berlusconiani nel territorio della Città Giardino.

Le lacrime di Comi VIDEO

Il secondo grado pronunciato oggi conferma l’assoluzione di uno dei due protagonisti varesini della vicenda, Mister Tigros, alias Paolo Orrigoni, e ridimensiona, e di moltissimo, quella condanna a 4 anni e 2 mesi inflitta a Comi in primo grado oggi ridotta a un anno (con pena sospesa) e a 500 euro di multa. Comi, alla lettura del dispositivo, si è sciolta in lacrime. «Sono lacrime di gioia – ha poi precisato – Tutte le ipotesi corruttive sono cadute. Non ho mai preso un euro non dovuto, ho sempre e solo lavorato per il mio Paese di cui sono orgogliosa. Ringrazio i miei avvocati e tutti coloro, anche gli elettori, che hanno sempre avuto fiducia in me. Adesso manca l’ultimo tassello, per il quale ricorrerò sicuramente in Cassazione». Assolto con formula piena anche il giornalista Andrea Aliverti, all’epoca dei fatti collaboratore di Lara Comi.

Responsabilità da accertare

Roberto Craveia, legale di Gorrasi, assolto dopo la condanna a due anni in primo grado sottolinea: «Adesso a divertirmi. Ho chiesto la trasmissione degli atti in procura perché a mio parere sono state commesse irregolarità. Anche dal Tribunale. E aggiungo il mio assistito ha patito quasi tre mesi di ingiusta detenzione ai domiciliari. Le accuse sono state smontate, ci sono delle responsabilità e per quanto mi riguarda non è finita».

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