MILANO – Si è aperto oggi, giovedì 29 maggio, il processo d’Appello per l’inchiesta Mensa dei Poveri. L’indagine portò alla luce una serie di presunte corruttele e nomine pilotate per incarichi pubblici a cavallo tra le province di Varese e Milano, con epicentro a Gallarate, il cui vertice venne individuato dagli inquirenti nell’ex plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Varese Nino Caianiello (che ha patteggiato a 4 anni e 10 mesi). Le inchieste decapitarono la vecchia guardia dei berlusconiani nel territorio della Città Giardino.
L’udienza
Oggi, davanti ai giudice della Corte d’Appello di Milano, è stata la procura generale a completare la propria discussione. Tra i nomi dei 14 imputati spicca il nome dell’europarlamentare Lara Comi, condannata dal primo collegio a 4 anni e 2 mesi, per una presunta truffa ai danni dell’Unione Europea.
La posizione di Comi
Per l’eurodeputata l’accusa ha chiesto l’assoluzione per uno dei tre capi di imputazione contestati e il riconoscimento dell’avvenuto risarcimento all’Ue che ha quindi ritirato la costituzione di parte civile. Con queste premesse anche qualora Comi dovesse essere condannata anche in Appello la pena dovrà gioco forza essere molto più contenuta. Comi, che si è sempre dichiarata completamente estranea ai fatti contestati, presenterà la propria difesa il prossimo 18 settembre.
La posizione di Orrigoni
La Procura Generale ha anche chiesto l’assoluzione per Paolo Orrigoni. Il patron di Tigros era già stato assolto con formula ampia in primo grado. La procura aveva appellato solo in relazione alla contestazione di traffico di interferenze illecite. Oggi la Pg ha chiesto l’assoluzione con formula diversa per il capo contestato. “Per intervenuta modifica normativa“. La difesa Orrigoni, che si è sempre detto innocente trovando piena soddisfazione nella sentenza di primo grado, parlerà nell’udienza fissata al prossimo 12 giugno.
