Sono disseminate in tutta la provincia di Sondrio e sono una meravigliosa testimonianza del passato e della grande capacità dell’uomo di adattarsi a ogni situazione, traendone beneficio: stiamo parlando dei baitei, dei crotti e dei numerosi esempi di architettura rurale tipica della Valtellina. Conoscere una meta, non significa solamente ammirare i suoi paesaggi, organizzare escursioni e degustarne i piatti tipici. Soffermarsi su dettagli e luoghi meno noti ma che raccontano comunque la storia di quella destinazione e del popolo che l’ha abitata è un’esperienza altrettanto interessante, che arricchisce i turisti e permette loro di tornare a casa con un bagaglio di conoscenze e curiosità anche più grande rispetto alla partenza. In Valtellina esistono diversi esempi di architettura rurale che diventano un vero e proprio racconto a cielo aperto della storia e del passato di questo territorio.
Iniziamo da Teglio: molti conoscono questo abitato perché ospita la famosa Accademia del Pizzocchero ma pochi sanno che, oltre a questa istituzione, Teglio custodisce anche un meraviglioso mulino, il Mulino Menaglio. Si tratta di uno degli esempi meglio conservati dei tipici mulini ad acqua presenti in tutta la Valtellina e, grazie alle varie associazioni locali, è stato restaurato conservando le strutture e gli attrezzi originali. Il Mulino si trova nella frazione di San Rocco e, prima di giungere a destinazione, si attraversa la via principale del borgo che è stata addobbata con utensili e attrezzi del passato, per offrire ai turisti un piccolo viaggio indietro nel tempo mostrando loro come si viveva e cosa si utilizzava in passato. Una volta giunti a destinazione, si potrà scoprire la storia del mulino all’interno degli spazi espositivi, ammirare il mulino in funzione e fermarsi in cucina per degustare i prodotti valtellinesi. Il Mulino dei Plaz, invece, si trova in Aprica e sebbene abbia cessato la sua attività nel 1977 rimane comunque un meraviglioso manifesto storico delle attività e dei lavori che si svolgevano in montagna. Grazie a un importante progetto di recupero, il mulino è stato riqualificato ed è possibile conoscere la storia di questo luogo grazie a una piccola esposizione di materiali legati al territorio e al mulino stesso; tutt’attorno è stato costruito un percorso di coltivazione di grani antichi valtellinesi come grano saraceno, orzo e segale per conservare un presidio di qualità. Anche Bormio ospita un mulino. Di origine medioevale, il mulino Salacrist risale al 1196 e rimase in funzione fino al Novecento; nel seminterrato ospitava il mulino vero e proprio di cui oggi si conservano le macine e la pila per l’orzo. Oggi viene utilizzato come luogo dove organizzare mostre.

Scarpatetti, l’antico quartiere contadino di Sondrio, è un vero e proprio must per tutti i turisti in visita alla città. Percorrendo le vie di questa zona è possibile fare un tuffo nel passato e ammirare – in tutta la loro unicità – le tipiche abitazioni di un tempo. Si tratta di case realizzate in pietra con ballatoi di legno che hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche rurali diventando così una tappa imperdibile per chi si trova a Sondrio. Inoltre, gli abitanti di Scarpatetti sono soliti addobbare le abitazioni con richiami alla vita di un tempo come, per esempio, stemmi gentilizi, lampade o semplici fiori che rendono un piccolo scorcio un angolo da fotografare.

Altra forma di architettura tipica della provincia di Sondrio sono i crotti della Valchiavenna. Si tratta di cantine naturali nate a seguito di frane dove al loro interno spira il sorel – tratto distintivo del crotto – ovvero una corrente d’aria a temperatura costante che rende l’ambiente il luogo ideale per la maturazione del vino e la stagionatura di insaccati, salumi e formaggi. Oggi molti di questi crotti sono aperti al pubblico e si sono trasformati in ristoranti che propongono una cucina tipica montana; ne è un esempio Chiavenna, la città più importante di questa valle, che ospita numerosi crotti dove è possibile degustare i gnocchetti chiavennaschi, la brisaola e altre specialità tipiche di questa valle. Sempre a Chiavenna, ogni anno durante il mese di settembre, si svolge la Sagra dei Crotti, una manifestazione nata nel 1956 che mira a valorizzare e far conoscere ai turisti i crotti e le antiche tradizioni che ruotano attorno a questi luoghi. Quest’anno l’appuntamento è in programma il 7, 8, 14 e 15 settembre.
Nei dintorni di Morbegno, ma questa volta spostandosi verso la Valgerola, è possibile identificare il calècc, una capanna che in passato serviva per produrre il formaggio in maniera itinerante. Le mura del calècc sono realizzate seguendo il metodo dei muretti a secco, impilando quindi i sassi senza utilizzare materia legante; non ha una copertura fissa, ma veniva messa di volta in volta in base alla necessità e consisteva in un telone impermeabile sorretto da delle pertiche. All’interno, una volta accesso il focolare, si procedeva alla preparazione del latte e, quindi, del formaggio.
Per maggiori informazioni: https://www.valgerolaonline.it/gli-alpeggi-delle-valli-del-bitto
I càrden della Valchiavenna
I càrden sono costruzioni tipiche della Valchiavenna e, in particolare, della val San Giacomo dove il piano terra veniva costruito con la pietra – materiale utile per non far salire l’umidità dal terreno – mentre i piani superiori con travi di legno. Queste antiche abitazioni sono tutt’ora visitabili grazie a ‘Le Vie dei Càrden’, un itinerario che si snoda lungo i caratteristici càrden della Valchiavenna e accompagna i turisti alla scoperta di usi e costumi.
Per maggiori informazioni: https://www.madesimo.eu/it/cultura/carden/
Molto simili ai càrden della Valchiavenna sono le bàite della zona di Bormio, chiamate Tee a Livigno. Si tratta di esempi di tradizionale casa del bormiese dove il basamento era in pietra mentre il resto della costruzione veniva realizzato con il legno. Al loro interno presentavano la classica sc’tua rivestita in legno con la stua mentre nel piano inferiore si trovava la cantina e la stalla. I turisti possono ammirare le antiche bàite nei dintorni di Bormio e, in particolare, nei borghi di Madonna dei Monti, Niblogo e Plàzzola.
Per maggiori informazioni: https://www.bormio.eu/it
