Arcisate, ecco perché è caduta la giunta: esposto sul pagamento di lavori pubblici

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ARCISATE – Non c’è nessun mancato rispetto degli accordi pre elettorali dietro la crisi della maggioranza (ex maggioranza) Cavalluzzi. E le voci che a lungo si sono inseguite sulle dimissioni che hanno portato alla caduta del sindaco oggi trovano forma e sostanza nelle parole di Fabio Zagari, ex membro della maggioranza.

E alla base c’è un esposto, depositato in Procura qualche giorno fa in cui si ricostruisce la vicenda che ora è sotto i raggi X degli inquirenti. Di mezzo ci sono i lavori alla palestra e un pagamento irregolare di alcune opere. Attenzione, nessun passaggio di mazzette (è bene specificare), ma un versamento di soldi che, secondo quanto denuncia Zagari, sarebbe avvenuto “fuori” dai canali istituzionali. Insomma ingenuità pesante per chi è rappresentante delle istituzioni.

La versione di Zagari

A due mesi dalle dimissioni dal consiglio comunale, ritengo sia giunto il momento di condividere alcune riflessioni su una vicenda dolorosa, sia dal punto di vista politico che umano. Ho atteso questo tempo perché ci siamo concentrati sulla stesura dell’esposto alla Procura della Repubblica di Varese, depositato il 6 marzo scorso.

L’esposto, atto conseguente alle dimissioni, non solo porta all’attenzione dell’autorità competente i gravi fatti di cui siamo venuti a conoscenza, ma dimostra anche come dietro a queste dimissioni vi siano motivazioni di estrema gravità.

La distribuzione delle deleghe non centrano

In queste settimane ho letto ricostruzioni che hanno stravolto la realtà, occultando le vere cause della crisi politica che abbiamo vissuto. Il dato incontrovertibile è che cinque membri su nove della maggioranza, inclusi due assessori, hanno scelto di dimettersi in autonomia e senza condizionamenti. Le motivazioni non riguardano la distribuzione delle cariche, già concordata con un documento firmato da Cavalluzzi, né questioni personali, poiché tutti gli incarichi erano stati condivisi serenamente all’interno della maggioranza. A riprova di ciò, esiste un documento ufficiale firmato da Cavalluzzi che confermava l’assegnazione delle cariche e la rotazione di alcuni componenti della giunta. Inoltre, la comunicazione formale sugli incarichi assegnati fu fatta dallo stesso Cavalluzzi davanti a tutti i componenti della maggioranza, incluse le persone che avevano partecipato alla competizione elettorale senza riuscire a entrare in Consiglio.

Ulteriore conferma del fatto che non vi fossero dissapori sugli incarichi è che tra i cinque dimissionari vi erano anche due assessori: l’assessore ai lavori pubblici e l’assessore alle manutenzioni e polizia locale. Se il problema fosse stato legato alla distribuzione delle cariche, perché mai avrebbero dovuto dimettersi, avendo già un ruolo in giunta? Questo dimostra chiaramente che le dimissioni non avevano nulla a che fare con la gestione degli incarichi.

Il vero motivo

Il vero motivo, chiarito nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica, riguarda la gestione della nuova palestra di via Cavour. Sono state raccolte prove documentali e un file audio che attestano una grave irregolarità commessa dall’allora vicesindaco Paolo Demo nel pagamento di una lavorazione edile. Inoltre, i lavori erano stati avviati senza i necessari passaggi formali. Il responsabile dell’ufficio tecnico, l’assessore ai lavori pubblici e l’intera maggioranza erano stati esclusi da questa gestione opaca, mentre sindaco e vicesindaco hanno deciso di procedere autonomamente, ignorando l’obbligo di chi amministra un ente pubblico di rispettare le regole.

Trasparenza

Ricoprire un ruolo di responsabilità nell’amministrazione di un Comune implica il dovere di essere un esempio di trasparenza, onestà e rispetto delle regole. In un ente locale, determinati passaggi amministrativi sono imprescindibili e non possono essere elusi.

Questi sono i fatti. Il resto sono tentativi di occultare la gravità della situazione. Abbiamo ritenuto doveroso segnalare la questione alle autorità competenti e trovo inaccettabile che Cavalluzzi, pur informato nei dettagli e dopo aver ascoltato il file audio che attesta in modo chiaro che il pagamento è stato effettuato dal vicesindaco senza rispettare le  norme che certificano la regolarità del versamento, abbia scelto di non intervenire. Un sindaco, in qualità di pubblico ufficiale, avrebbe invece avuto l’obbligo di segnalare immediatamente alle autorità i fatti che gli erano stati comunicati.

Al vicesindaco sono state chieste le dimissioni, anche per tutelare il sindaco, l’amministrazione e l’ente comunale, ma ha rifiutato senza mai rispondere alle domande poste né fornire spiegazioni su quanto accaduto. Di fronte a questa situazione, per evitare di essere coinvolti in una vicenda che avrebbe potuto compromettere la nostra onorabilità ed esporci a responsabilità legali, siamo stati costretti a rassegnare le dimissioni.

Io tradito

Mi sento tradito da chi avrebbe dovuto garantire coesione e ho temuto per la sicurezza di chi ha messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per la comunità. Cavalluzzi aveva giurato di osservare la Costituzione, che impone di svolgere funzioni pubbliche con disciplina e onore, ma in questa vicenda principi fondamentali come correttezza e trasparenza sono venuti meno. Per me, questo non è accettabile.

Inoltre, ho appreso con grande dispiacere che, invece di ricompattare la maggioranza, Cavalluzzi e Demo abbiano cercato un accordo con la minoranza, offrendo due assessorati in cambio di un appoggio in Consiglio Comunale.

Infine, resta il rammarico per il fatto che chi denuncia situazioni gravi venga stigmatizzato. Forse è anche per questo che la politica locale fatica a superare logiche clientelari, favorendo i più furbi a scapito dei cittadini più deboli. Ai cittadini che ho avuto l’onore di rappresentare voglio dire che non ho mai tradito gli impegni assunti e ho sempre amministrato con etica e integrità.

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arcisate giunta esposto – MALPENSA24
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