ARONA – Forse non sarà quello che l’ex sindaco Federico Monti considera l’inizio della fine del “sistema Gusmeroli”, ma di sicuro questo non è un momento semplice per il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, esponente di punta della Lega, parlamentare e presidente delle commissione attività produttive di Montecitorio. Nel breve volgere di una decina di giorni una serie di “tegole” si sono abbattute su di lui, mettendone decisamente in crisi l’immagine.
Prima il caso di Davide Zanchi, amministratore delegato della S.C.C.I. (Società francese che realizza e gestisce grandi centri commerciali) e cittadino onorario di Arona, che, coinvolto in una indagine per corruzione a Roma si è dimesso dalla carica e dall’azienda. Peccato che la stessa società fosse “main sponsor” di tutte le manifestazioni estive di Arona, in forza di un contratto di sponsorizzazione subito revocato.
Poi la notizia che un altro un altro dei sostenitori delle iniziative del Comune, Roberto Lucon, legale rappresentante della omonima ditta che realizza campi sintetici di calcio e che ha vinto recentemente gli appalti per i lavori al campo sportivo di Arona e a Dagnente, è indagato per falso nell’attestazione di regolarità per un campo sportivo realizzato nelle carceri di Pavia.
E ancora a ruota un ‘doppio colpo’ che ha come protagonista Andrea Mora, commerciante aronese, che prima si è dimesso da vicepresidente della Pro Loco motivando la scelta “per il modo, senza rispetto e considerazione, con cui l’amministrazione si pone nei miei riguardi e in quelli dell’associazione”; e poi ha lasciato anche la presidenza dell’Ascom, l’associazione dei commercianti aderente a Confcommercio, un potenza anche politica in una città dove il commercio, il turismo e il settore food and beverage sono il fulcro del sistema economico. Le dimissioni di Mora, come previsto dallo statuto dell’Ascom, determinano anche la decadenza dell’intero direttivo.-
E anche in questo caso l’ex presidente non le manda a dire (al sindaco) rimarcando quella che definisce una “frattura ormai insanabile”. “Una scelta sofferta ma inevitabile perché è diventato impossibile proseguire in questo contesto”, scrive nella lettera di dimissioni. E dettaglia; “l’assessore al Commercio (Anna Monia Mazza, ndr) è ridotto a un ruolo puramente formale, non ha alcuna possibilità di filtro o di proposta reale. La parola finale è sempre e solo del sindaco, che ha trasformato il dialogo in monologo e la città in un palcoscenico personale”.
Mora elenca quattro questioni che rappresentano il cuore del “casus belli”. Testualmente: ordinanze comunali imposte senza alcun confronto con Ascom o i commercianti, utilizzo improprio del logo Confcommercio Alto Piemonte su eventi organizzati dal Comune, senza informare o coinvolgere il consiglio locale, riunioni create ad arte per dividere i commercianti e comunicazione social aggressiva e confusionaria dove ogni “sorpresa” diventa una tappa di una campagna elettorale permanente.
Va, ovviamente, a nozze Gianluca Ubertini, già competitor di Gusmeroli alle ultime elezioni e leader del gruppo di centrosinistra “Impronta civica”: “Parole che descrivono un’amministrazione che non ascolta, che spegne le voci libere e trasforma ogni ambito della città in un’emanazione del proprio potere”. “Stare vicino ai commercianti – rimarca Ubertini – non può ridursi a quattro selfie alle inaugurazioni dei nuovi negozi e due post da televendita. Serve dialogo vero, rispetto, strategie condivise”.
Il sindaco dal canto suo sembra fare buon viso a cattiva sorte: oggi, sabato 12 luglio, ha tenuto la consueta diretta Facebook settimanale, dedicandosi soprattutto a mettere in evidenza il successo delle manifestazioni organizzate dal comune “in tutta Arona per far vivere tutti i negozi, bar e ristoranti” (uno dei motivi di scontro con Mora era l’accusa all’Ascom di organizzare iniziative solo in alcune zone della città). Nel corso della diretta, Gusmeroli ha anche annunciato; “oggi tutto il giorno e domani verrò personalmente negozio per negozio a illustrare lo stato della situazione” per quanto riguarda i lavori dell’acquedotto in corso Cavour, altro motivo di tensione con i commerciati.
Meteo a parte, quella del 2025 è un’estate caldissima per la politica e l’amministrazione aronese.
Ettore Colli Vignarelli
