GORLA MINORE – Non una semplice inaugurazione, ma l’avvio di una nuova opportunità di inclusione e autonomia per persone con disabilità. In due parole, dignità e futuro. A Gorla Minore si è aperta ufficialmente la porta di un nuovo alloggio, realizzato con i fondi PNRR, destinato a diventare un trampolino di lancio verso la vita autonoma per persone con disabilità. L’appartamento, che fa parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di ALER, è frutto di un intervento di ristrutturazione e adattamento curato da ALER Varese, Como, Monza Brianza e Busto Arsizio.
Il percorso della quotidianità
Davide, Diego, Simone e Antonio: sono loro i primi quattro inquilini dell’appartamento di autonomia di via Madonna dell’Albero a Gorla Minore. «All’inizio avevamo paura, eravamo un po‘ titubanti. anche perché l’ingresso in casa sembrava non arrivare mai – raccontano – poi, giorno dopo giorno, abbiamo capito che non eravamo soli. Gli educatori ci hanno accompagnato, sostenuto e dato la forza di andare avanti». Li hanno seguiti l’assistente sociale Cristina Ballabio, l’educatrice professionale Maria Raffaella Rinaldi e la psicologa Chiara Sgarbossa. «Abbiamo iniziato dall’ascolto, poi insieme siamo entrati nella quotidianità, affrontando le attività di tutti i giorni prima in modo semplice e guidato, poi direttamente nelle loro case – racconta Maria Raffaella Rinaldi – cucinare un piatto facile, fare una lavatrice. sistemare la propria stanza non sono stati solo esercizi pratici, ma occasioni per sperimentare, mettersi alla prova e conquistare un po’ più di fiducia in sé. Poi anche la socializzazione, il rispetto delle regole la gestione del denaro, per imparare a fare scelte consapevoli. Ogni attività è stata costruita su misura, rispettando i tempi, le difficoltà e le potenzialità di ciascuno».
L’iniziativa
Il progetto, promosso dall’Azienda Speciale Consortile Medio Olona Servizi alla Persona, rientra nell’Investimento 1.2 del PNRR M5C2. L’intervento ha garantito il miglioramento degli spazi e l’installazione di tecnologie domotiche avanzate, essenziali per autonomia e sicurezza. La casa può ospitare fino a quattro beneficiari ed è già attiva con un percorso di convivenza guidata. «Siamo di fronte a un progetto che dimostra concretamente come l’edilizia pubblica possa essere motore di inclusione e innovazione sociale – le parole del presidente di ALER Varese, Stefano Cavallin – la collaborazione tra enti, istituzioni e terzo settore ha reso possibile la consegna di un alloggio che non è solo un’abitazione, ma un luogo in cui costruire autonomia, dignità e futuro».
La rete
Il progetto territoriale, che opera nell’Ambito distrettuale di Castellanza, ha l’obiettivo di costruire percorsi personalizzati di autonomia abitativa, sociale e lavorativa. «Grazie al lavoro congiunto di tutti – fa sapere Dario Moretti, assessore a Fagnano Olona e presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito di Castellanza – è stato possibile attivare progetti individualizzati, adattare gli alloggi, dotarli di soluzioni domotiche all’avanguardia e avviare percorsi formativi e di tirocinio che stanno permettendo ai beneficiari di sviluppare nuove competenze, accrescere la propria autonomia e partecipare attivamente alla vita della comunità».
Le voci
Anche il sindaco di Gorla Minore, Fabiana Ermoni esprime forte sostegno: «Oggi inauguriamo non soltanto un nuovo alloggio, ma uno spazio che nasce con un obiettivo preciso: offrire sostegno, accoglienza e opportunità a chi necessita di supporto, con professionalità, rispetto e attenzione alla persona». Il sindaco definisce l’alloggio «sia un luogo di protezione che di sviluppo personale». Il cuore del progetto risiede nel percorso educativo e di accompagnamento. Come spiega Fausto Tagliabue, presidente della cooperativa sociale Lavoro e Solidarietà, «questo appartamento è l’esito della buona prassi collaborativa tra diversi soggetti del territorio, le persone e le famiglie, costruito attraverso percorsi personalizzati che rispettano i bisogni e i tempi di ciascuno. Per noi è un luogo dove si impara ad abitare, a crescere insieme e a costruire la propria autonomia, giorno dopo giorno».
I protagonisti
L’educatrice Maria Raffaela Rinaldi illustra la metodologia basata sull’ascolto e la valorizzazione: «Da qui sono nate strategie personalizzate, pensate per valorizzare ciò che ognuno già possedeva e per accompagnarlo, passo dopo passo, nelle aree in cui aveva bisogno di maggiore supporto». Aggiungendo che i “ragazzi” «ci dimostrano che, con il giusto supporto e opportunità, ogni persona può sviluppare le proprie capacità e vivere in autonomia». L’emozione più forte è arrivata da chi sta già vivendo la casa. «Per molti di noi questo progetto è stato davvero l’inizio di una nuova avventura – si fa portavoce degli inquilini Simone Bello, uno dei beneficiari del progetto – un’occasione per voltare pagina, crescere e guardare al futuro con più fiducia. Oggi siamo qui, in questa casa, emozionati e orgogliosi del percorso vissuto». L’inaugurazione segna un passo significativo nel percorso di rafforzamento della rete territoriale, trasformando il patrimonio pubblico in una risorsa fondamentale per l’innovazione sociale.
Varese, Aler a due passi da casa con l’ufficio mobile per gli inquilini

