di Claudio Ghisalberti
Talento, predestinato, indisciplinato, indolente, sregolato. Di certo Mario Balotelli è sempre stato un giocatore divisivo: c’è chi in lui vede (o vedeva) un campione e chi lo ritiene insopportabile, impossibile da gestire. Massimo Moratti, quando era presidente dell’Inter e l’attaccante ancora nella Primavera disse di lui: “E’ il nuovo Owen”. E il riferimento era al fenomeno del Liverpool, uno dei grandissimi dell’epoca.
Dodici anni fa, poco in una vita normale, un’era per uno sportivo di alto livello, Balotelli stese la Germania con una doppietta micidiale e festeggiò i gol mostrando il suo fisico statuario. Da quella notte divenne SuperMario. Purtroppo, però, spesso la sua centralina, in campo e soprattutto fuori, è andata in tilt. Non sempre è stata al livello di quel mostruoso motore del ragazzo nato a Palermo e cresciuto nel Bresciano. Le prestazioni ne hanno risentito, la carriera è stata un’altalena ma con sempre più giù che su. Capita a tanti talenti che non diventano fenomeni. Sono boccioli che lasciano intravedere straordinari petali, ma non fioriscono mai. Nessuno può mai vedere tutto il loro splendore. Capita che i “se” si sommano, diventano tanti, troppi, mentre il tempo scorre inesorabile.
Ora, a 34 anni, al tramonto della sua vita da calciatore e dopo avere girato l’Europa in lungo e in largo, Mario Balotelli torna in Serie A con la maglia del Genoa. I rossoblù sono invischiati nella lotta per non retrocedere. A volere fortemente l’attaccante è stato Alberto Gilardino, l’allenatore dei liguri. Debutto previsto giovedì contro la Fiorentina.
Ma cosa può dare Balotelli al Genoa? Può davvero aiutare i grifoni nella lotta salvezza? È stata una mossa giusta? Sì, lo è stata. O meglio, visto che con lui non si sa mai come va a finire, diciamo che può essere una buona scommessa. Un azzardo da fare perché Mario costa poco (si parla di meno di mezzo milione per il contratto fino a fine stagione) e, sicuramente, ha talento. Il Genoa, per lui, può davvero essere l’occasione per un ultimo squillo, un ultimo sprazzo della sua classe. Balo i gol li sa fare e li ha (quasi) sempre fatti. Tutto dipende con quale attitudine affronterà questa sfida.

Mario potrebbe trarre ispirazione proprio dal suo tecnico che a 33 anni contribuì con 10 reti in 33 partite alla salvezza del Palermo e a 35, sceso in Serie B, disputò un grande campionato con lo Spezia: 6 gol (e contro il Cittadella forse il più bello della sua carriera) in 16 partite e anche qui salvezza raggiunta.
Balotelli da parte sua ha anche la personalità per potersi assumere la responsabilità di gestire palloni che scottano, magari calciare un rigore che potrebbe essere decisivo. Della sua presenza, magari non dal primo minuto ma schierato a partita in corso, potrebbe trarne beneficio anche il portoghese Vitinha che lo scorso anno fece faville, tanto da convincere la dirigenza del Genoa a comprarlo in estate con un investimento di poco meno di venti milioni, ma in questa stagione finora sotto le attese (1 gol in 7 partite).
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