Rosa camuna, approvata all’unanimità la bandiera ufficiale della Lombardia

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MILANO – La Rosa camuna di colore bianco argenteo su fondo verde è la bandiera ufficiale della Lombardia. È stata approvato oggi, martedì 29 gennaio, all’unanimità dal consiglio regionale, il progetto di legge che la istituisce quale simbolo lombardo. Il testo stabilisce anche la fascia di rappresentanza della Regione, assegnata ai presidenti dei relativi Giunta e del Consiglio, e il “segno distintivo” (una spilletta) per i consiglieri. «Oggi è un momento storico, perché colmiamo una lacuna. Con la legge istituzionalizziamo quella che i cittadini lombardi considerano la propria bandiera» ha dichiarato in Aula Curzio Trezzani, consigliere della Lega e primo firmatario della proposta.

Un adempimento tardivo

«È certamente una buona notizia: saluto con favore la decisione presa oggi dall’aula consiliare. Si conclude un iter che ha visto coinvolto il Consiglio regionale e mi fa molto piacere che questo traguardo sia stato raggiunto con l’unanimità dei consensi», ha commentato Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia.
Stefano Bruno Galli, assessore regionale all’Autonomia e Cultura, è intervenuto a conclusione del dibattito: «La Rosa camuna è già simbolo e gonfalone sin dalla fine della prima legislatura regionale e viene associata come forma di riconoscimento della nostra Regione da tutti, in Italia e nel mondo. Come ha fatto la stragrande maggioranza delle regioni a statuto ordinario, che hanno trasformato il loro simbolo e il loro gonfalone nella loro bandiera, adottarla quale bandiera amministrativa rappresenta un adempimento per certi aspetti un po’ tardivo, visto che il nostro Statuto ha appena compiuto dieci anni». Ha poi aggiunto: «Dalla tradizione celtica a quella longobarda, l’araldica lombarda è davvero molto ricca. Nella mia qualità di assessore alla Cultura, considero un dovere istituzionale procedere a un censimento di tutti questi simboli storici della Lombardia».

Camuni e Leonardo Da Vinci

Galli ha poi continuato: «Anche se a Gianfranco Miglio ricordava la manopola di un servizio idrosanitario, la Rosa Camuna è sofisticata e deriva dalla sovrapposizione dell’incisione rupestre con l’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Questo simbolo, così armonizzato, racchiude l’essenza delle tradizioni civiche della nostra regione. L’incisione rupestre – quando a Roma non c’era ancora la gens italica, i Camuni c’erano già e incidevano le pietre – che rappresenta l’ancoraggio alla storia più remota e la sensibilità verso la cultura universale della scienza e della tecnica, e il primato dell’innovazione tecnologica e la propensione verso il futuro rappresentata dal genio leonardesco. Tradizione e modernità sono l’essenza della cultura civica della nostra regione, la nostra mentalità collettiva, e trovano una sintesi in questo simbolo. Perciò ritengo, a maggior ragione alla vigilia dei cinquant’anni di Regione Lombardia che ricorreranno nel 2020, e nel cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, che oggi quest’Aula stia scrivendo una bella pagina della sua storia istituzionale».

Radici nella preistoria

È stata espressa soddisfazione anche da Pietro Foroni, assessore regionale al Territorio e Protezione civile: «Una grande realtà socio-economica come la nostra regione non poteva rimanere senza una sua bandiera, simbolo di identità, storia e comunità. Regione Lombardia ha aspettato fin troppo tempo a dotarsi di un vessillo istituzionale. L’araldica lombarda è ricca e variegata, così come la sua storia e certamente altri simboli avrebbero potuto essere più evocativi della nostra identità, ma la Rosa Camuna è pur sempre un simbolo che affonda le radici nella preistoria della nostra regione e nel quale tutti i cittadini lombardi hanno avuto modo di identificarsi, affezionandosi alla versione stilizzata adottata, ormai quasi cinquant’anni fa, come gonfalone di Regione Lombardia». Il suo riconoscimento ufficiale quale bandiera amministrativa, dieci anni dopo l’adozione dello Statuto regionale, era quindi un atto dovuto».

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