Beko, i lavoratori di Cassinetta dicono sì all’accordo: lunedì la firma a Roma

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I lavoratori della Beko di Cassinetta in assemblea dopo la bozza d'accordo al Mimit: lunedì 14 diventerà ufficiale

BIANDRONNOI lavoratori di Beko hanno approvato il testo preliminare di accordo definito al Mimit nella notte tra l’8 e il 9 aprile. In tutti i siti italiani hanno votato il 74% degli aventi diritto, con 2.569 Si, pari all’88% dei voti validi e 354 No, pari al 12% dei voti validi. Percentuale ancora più alta a Cassinetta: a favore il 93% dei lavoratori.

I voti di Cassinetta

Questi nel dettaglio i voti di Cassinetta, dove il referendum si è svolto nelle giornate del 10 e 11 aprile: in 1434 hanno detto Sì, 95 i No. 7 invece le schede bianche e 5 le nulle. «I lavoratori di Cassinetta – commentano dalla Rsu Beko del sito varesino – hanno approvato l’Ipotesi di accordo raggiunta che, sommati ai risultati degli altri siti, sarà validata presso il Ministero dello Sviluppo economico e Made in Italy lunedì 14 aprile alla presenza del Governo».

Cosa prevede l’accordo

L’accordo riduce gli esuberi da oltre 1.900 a circa 937 più i 287 del sito di Siena e stabilisce che gli stessi vengano affrontati con ammortizzatori sociali conservativi e con uscite incentivate volontarie, secondo il criterio cosiddetto della non opposizione, evitando così i licenziamenti. «Rispetto al piano industriale originariamente presentato da Beko – commentano le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Uglm – si è scongiurata la chiusura della fabbrica di Comunanza e si è preservata l’attuale produzione di frigoriferi a Cassinetta che doveva essere ridimensionata; purtroppo non si è evitata la cessazione della produzione dei congelatori a Siena, ma si è pattuito un percorso che mira alla reindustrializzazione del sito anche grazie all’impegno del Governo ad acquisire lo stabile attraverso Invitalia d’intesa con il Comune di Siena. Per quanto riguarda, inoltre, le funzioni di staff e di ricerca, purtroppo le riduzioni di attività e di personale sono state solo limitate in parte ma non evitate del tutto. In ogni caso gli investimenti ammonteranno a circa 300 milioni di euro per l’arco di vigenza dell’accordo, che arriva al 31 dicembre 2027».

Sofferto ma necessario

Quanto alle uscite si prevedono incentivi, subordinati all’adesione individuale, sia per chi può che per chi non può agganciare la pensione. Con specifico riguardo alle funzioni impiegatizie c’è l’impegno ad aprire un percorso di ricollocazione per il personale oggi in esubero in tutte le postazioni che si renderanno disponibili in futuro. «Si tratta di un accordo sofferto, ma necessario, per scongiurare i licenziamenti e dare tutela ai lavoratori colpiti dalla decisione della multinazionale – concludono i sindacati – chiederemo la garanzia istituzionale per la piena realizzazione del processo di reindustrializzazione e più in generale per il rispetto delle tutele pattuite. Auspichiamo che continui il sostegno avuto dai Sindaci e Presidenti di Regione avuto in questi ultimi mesi».

Il commento di Mascaretti

In merito al voto dei lavoratori Beko che hanno promosso l’accordo si registra il commento del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Mascaretti.

L’intesa raggiunta dal Ministro Urso al tavolo con i sindacati e l’azienda ha raccolto il voto favorevole dell’88% dei lavoratori degli stabilimenti Beko. Un risultato straordinario tutela un settore fondamentale, quello degli elettrodomestici, di vitale importanza per l’economia del territorio e per il futuro industriale del Paese. Come membro della Commissione lavoro, non posso che esprimere l’apprezzamento al Ministro Adolfo Urso per l’ottimo lavoro svolto e riconoscere l’impegno positivo dimostrato dai sindacati al tavolo del Mimit.

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