Bellaria: «Io candidato con La Provincia al centro? Lì non vedo veri centristi»

Stefano Bellaria

VARESE – «Se scorro i nomi, molti dei quali sono amici, devo dire che non vedo nessun vero centrista. O meglio, ne vedo pochi. Anzi, se posso dire, tra quei pochi l’unico ad aver avuto in tasca la tessera della Democrazia Cristiana, seppur sul finire della Prima Repubblica sono io».

Stefano Bellaria in queste poche righe si conferma un democristiano doc (che oggi sta nel Partito Democratico ndr), nel senso che risponde con toni pacati, dribbla sull’ipotesi di una sua candidatura («L’ho appreso dai giornali», e ride) e affonda il colpo proprio in perfetto Dc style. Piantando nel terreno politico i paletti della sua provenienza e della sua appartenenza.

Prima di leggere cos’ha detto Bellaria, però poniamo una domanda inevitabile: chissà cosa penseranno di questa rivendicazione de vero centrista Mattia Premazzi, Giorgio Ginelli e soprattutto Chicco Vettori. Tutte figuri che lavorano al progetto del “Centrone”.

La provenienza

Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo, ma anche candidato alla presidenza della Provincia con i Civici democratici nella sfida con Emanuele Antonelli, «quando nessuno voleva candidarsi presidente, mica come adesso», dice; interviene per fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto sulla sua provenienza politica.

«Mi hanno colpito le reazioni di alcuni componenti della nascente lista La Provincia al centro, rispetto all’ipotesi, non certo avanzata da me, di una mia possibile candidatura. Tra l’altro alcuni di questi sono pure amici miei che stimo». Preambolo. E affondo: «Scorrendo l’elenco d queste persone però non vedo nessun vero centrista. E se posso permettermi l’unico che ha avuto in tasca la tessera della Dc, anche se sul finire della Prima Repubblica, quello sono io».

Bellaria poi puntella il suo dna da scudo-crociato: «Per un giovane che nel 93 veniva dagli oratori e dalla scuola socio politica del Cardinale Martini, partecipare, nella sede della DC varesina a dibattiti tra Giuseppe Adamoli, Giuseppe Volta, Camillo Massimo Fiori, Livio Ghiringhelli, Luca Perfetti da una parte (che poi era la mia) e Costante Portatadino, Raffaele Cattaneo, Enrico Angelini dall’altra era davvero tanta roba. Oggi non vedo alcuna scuola politica di quello spessore. Compresi quella di via Bellerio e di Arcore».

L’appartenenza

E ora? «Confermo il mio sostegno alle liste che appoggiano la presidenza di Marco Magrini. Detto questo non ho ricevuto proposte concrete per una mia possibile candidatura. Ciò non significa che mi chiamo fuori. Anzi puntualizzo che forse è il momento di parlare dei temi da affrontare. E su quelli, non sul toto nomi, sono disponibile a dare una mano alle liste che sostengono questa presidenza».

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