Berlino, oltre il muro

Nel cuore della Germania e il nuovo clima di guerra fredda

La porta di Brandeburgo (Foto di Jens Schöffel - Pixabay)

di Eleonora Baldoni

Berlino, città eclettica, metropoli internazionale, impregnata del fascino del passato ma che guarda verso il futuro. Se si pensa a Berlino, l’associazione al muro viene spontanea. La prima domanda che ci si pone una volta arrivati qui è: ma dov’è il muro? Quel muro, simbolo mondiale della cortina di ferro, la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda, che per 28 anni ha diviso la città (13 agosto del 1961 fino al 9 novembre del 1989) è una cicatrice, visibile e reale, di un’antica città, che per decenni è stata teatro di violenze e guerre. Un muro che negli ultimi mesi sembra risorgere, come un’araba fenice, dalle sue ceneri, in seguito al conflitto in Ucraina e alle contrapposizioni fra Russia (e alleati) e Stati Uniti (e Nato).

Una cicatrice dolorosa, che oggi si lascia intravedere solo se si va alla sua ricerca, e che sorprende nel rivederlo in tratti isolati, come piccoli monumenti che ricordano i 28 anni di cortina di ferro, di separazione, di distruzione. Il muro di mattoni e cemento, a differenza di come lo si potrebbe immaginare, non c’è più. Ci si sorprende, ad esempio, passeggiando nell’elegante Friedrichstrasse, tra negozi di lusso, banche, ristoranti, caffetterie e hotel, di vedere una sezione di muro, come fosse abbandonato, davanti al prestigioso hotel Westin Grand Berlin. Si tratta di uno dei 250 blocchi che furono messi all’asta dopo la caduta. L’hotel Westin Grand Berlin ne ha acquistato una porzione per dare ai turisti, e non solo, la possibilità di vederlo e toccarlo da vicino, per rendersi conto di cosa abbia significato per Berlino e di come abbia “costruito” la storia di questa città.

Piccoli frammenti di storia, sparsi qua e là. I turisti arrivano da ogni parte del mondo e prenotano il pacchetto “Caduta del Muro di Berlino” accaparrarsi un frammento originale, una foto, o semplicemente per avere una storia da raccontare, I frammenti sono accompagnati da certificato di autenticità. Sembra incredibile che fino al 1989, dove ora ci sono allegre vetrine che invitano allo shopping, turisti e lusso, ci fosse la desolante atmosfera creata dalla cortina di ferro. I palazzi, le case, le chiese, le scuole, gli ospedali, tutti gli edifici di Berlino che scamparono alla prima guerra mondiale, furono distrutti dalla seconda guerra mondiale. Un esempio fu la distruzione dello storico hotel Adlon, (inaugurato nel 1907 come l’hotel più lussuoso d’Europa per ospitare celebrità come l’imperatore Guglielmo II, lo zar di Russia, Greta Garbo, Charlie Chaplin, Albert Einstein) avvenuta proprio durante gli ultimissimi giorni del 1945.

Checkpoint Charlie

Dopo la seconda guerra mondiale, durante quindi la guerra fredda, l’opera più colossale fu, purtroppo, proprio il grande manufatto di cemento e filo spinato. Dal punto di vista propagandistico la costruzione del muro fu un disastro per la DDR e per tutto il blocco comunista; divenne infatti un simbolo della loro tirannia. Lungo 43 km e alto più di 3 metri, il muro divise 192 strade, 32 linee di tram, 8 linee di metropolitana di superficie, 3 linee di metropolitana sotterranea, 3 autostrade e – fuori Berlino – numerosi fiumi e laghi. A partire dal 1975 il confine fu rafforzato nella “striscia della morte” da recinzioni, 105,5 km di fossato anticarro, 302 torri di guardia con cecchini armati, 20 bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km.

Ma cosa rimane oggi del muro di Berlino? Dopo la caduta del sistema sovietico, nel novembre 1989, fu grande premura di tutti cancellarne ogni traccia. L’abbattimento ufficiale iniziò il 13 giugno 1990 e finì pochi mesi dopo, grazie al lavoro di 600 soldati dell’esercito tedesco,13 bulldozer, 55 ruspe, 65 gru e 175 camion. Solo 6 punti sono stati “risparmiati” come monumento. L’Amministrazione del Land di Berlino, per proteggere i resti del muro ancora presenti, sta attuando alcuni importanti lavori di recupero, come la marcatura del tracciato interno alla città per mezzo di una doppia fila di blocchetti di granito sulla strada, il “Percorso storico” con 30 pannelli informativi lungo la pista interna alla città, la mostra all’aperto sul luogo al Checkpoint Charlie, in Friedrichstrasse. Info: www.visitberlin.de

Visited 47 times, 1 visit(s) today