«La nuova scuola di Gallarate apre tra ritardi, incompiute e tagli degli alberi»

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La nuova Scuola di via Curtatone sta per aprire tra ritardi e opere incompiute e il Sindaco di Gallarate si nasconde dietro la protesta ambientalista di due anni fa per occultare le proprie responsabilità e fatti molto gravi legati all’edificazione del nuovo polo. Gli “ambientalisti perditempo” avrebbero impedito di terminare l’opera nei tempi previsti presidiando il cantiere tra agosto e settembre del 2024. Non è stato il presidio di due lontani mesi estivi ad aver causato i ritardi attuali, ma certo rivendichiamo e ribadiamo le ragioni concrete e ideali che ci indussero a opporci al taglio del bosco. Ragioni che i fatti di oggi confermano pienamente. Un polo scolastico edificato in tutta fretta solo per l’ansia di tagliare nastri elettorali, svuotando scuole di quartiere funzionanti per restringere i bambini in nuovi spazi inadeguati. All’epoca non perdemmo tempo ma studiammo il progetto, evidenziando fin da allora che, al di là dell’abbattimento del bosco, non esistevano neanche i requisiti minimi per collocare le strutture previste. Oggi, dopo due anni, l’Amministrazione si è “accorta” che la palestra risulta troppo piccola e ha annunciato di dover chiedere una deroga alla distanza di sicurezza dalla linea ferroviaria per poter espandere il complesso, in spregio assoluto al benessere e all’incolumità degli studenti. Si vuole davvero che i bambini facciano sport ogni giorno a ridosso dei binari, con treni che sfrecceranno a pochi metri dall’edificio? Il Sindaco non si nasconda ma assuma le proprie responsabilità, informi i cittadini di questa deroga e spieghi, se ne è in grado, con quali motivazioni possa chiedere a Ferrovie una così grave eccezione alle norme di sicurezza. Tutto questo mentre la palestra della “vecchia” scuola primaria di Cascinetta, questa sì adeguata e spaziosa, sarà dismessa per ospitare un “Fablab” che di una palestra non avrà nessun bisogno. E infine proprio ieri abbiamo appreso l’ultima e non meno grave vergogna: tagliati – quasi di nascosto, alla chetichella – tutti gli alberi originari della fascia perimetrale del bosco, fatto a pezzi il bellissimo e imponente cedro dell’Himalaya. Uno scempio ingiustificabile, uno sfregio quasi provocatorio all’ultimo scampolo del bosco urbano di via Curtatone. Ci parlerà forse di misura di sicurezza lo stesso sindaco che chiede deroghe a Ferrovie sulla sicurezza dei bambini? Il mantenimento della fascia boschiva perimetrale era un obbligo vincolante per l’autorizzazione forestale, e la tutela e riqualificazione del bosco rimanente era stata sancita nel 2024 con l’intervento dello stesso Prefetto. Che ne è del tavolo tra Comune e Parco stabilito allora a questo scopo che, da quanto trapela, risulta bloccato da mesi dall’Amministrazione e forse è stato definitivamente annientato insieme al cedro tagliato senza pieta? A queste domande rispondano il Sindaco e la sua maggioranza. Noi come Comitato chiederemo conto a tutti gli Enti preposti e in tutte le sedi di questi gravi atti, che non potevano segnare in modo peggiore l’inaugurazione di un’opera iniziata e conclusa nel segno dell’offesa alla natura, ai bambini e a tutti i cittadini di Gallarate.

Il Comitato Salviamo gli Alberi di Gallarate

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