LEGNANO – Tariffe inalterate e servizi confermati a Legnano nel bilancio di previsione presentato in consiglio comunale nella seduta di ieri, martedì 3 dicembre, dall’assessore alla sostenibilità Luca Benetti. «Approntare e presentare il bilancio di previsione 2025/2027 nella seduta di ieri ha comportato un’autentica corsa contro il tempo per gli uffici comunali – esordisce Benetti – che risponde all’obbligo di approvarlo entro la fine dell’anno, cosa che avviene per il secondo esercizio consecutive confermando il cambio di passo dopo tanti anni in cui il bilancio era approvato sistematicamente oltre le scadenze di legge».
Tagli del governo fino al 2032
Approvare entro la fine dell’anno il bilancio permette alla macchina comunale di operare nel pieno delle sue possibilità con continuità: per esempio non interrompendo l’emissione di bandi, il ciclo delle assunzioni, l’erogazione di contributi e aiuti alle persone e alle associazioni. Il governo ha proposto importanti tagli di spesa e sacrifici economici agli enti locali che, se si concretizzassero, per Legnano dovrebbero aggirarsi sui 150.000 euro per il 2025 e 300.000 per ognuno dei sette anni a seguire; questi tagli potranno essere coperti da ulteriori risparmi sui consumi energetici e riduzione della spesa per il personale, dovendo applicare il turnover al 75% previsto dal governo: per ogni quattro pensionamenti si potranno inserire soltanto tre sostituti. E a Legnano, in dieci anni, il personale è già sceso di quasi il 13%, passando da 294 unità a 256.
A fronte di questi tagli ai Comuni, il governo riconoscerà 100 milioni di euro per far fronte alle spese dei minori in comunità e un aumento del Fondo di solidarietà comunale: risorse la cui ricaduta su Legnano non si è ancora in grado di quantificare con precisione ma che, dal 2025, certamente non copriranno i tagli iniziati già quest’anno. Per far fronte alla crescente richiesta in ambito sociale l’amministrazione, nel Previsionale 2025, ha provveduto a stanziare oltre 665.000 euro in più per servizi e prestazioni come il servizio di educativa scolastica per bambini con fragilità.
Radice: «Invariati servizi e tariffe»
«Il fatto che anche quest’anno riusciremo a far quadrare il bilancio senza chiedere nulla ai cittadini in termini di aumenti tariffari o di tagli ai servizi non significa che manchino i motivi di preoccupazione – afferma il sindaco Radice – Se il governo dovesse proseguire sulla linea intrapresa, diventerebbe molto difficile chiudere i conti senza toccare servizi o prestazioni ai cittadini, volendo noi riconfermare la nostra decisione di non aumentare tariffe e addizionale Irpef. Una cosa, quest’ultima, sempre più difficile come dimostra il fatto che sempre più Comuni che negli anni non le avevano rialzate ora lo stanno facendo. Per questi motivi, con tanti altri sindaci italiani, dico al governo: basta tagli ai Comuni perché gli enti locali, da oltre dieci anni a questa parte, hanno già dato un grande contributo alla finanza pubblica. Tagliare risorse ai Comuni significa agire su quella spesa pubblica che è più facile aggredire, ma che fa più male perché ha un impatto reale sulle comunità locali, su famiglie, anziani, posti di lavoro e associazioni che contribuiscono al welfare italiano». Senza dimenticare che negli ultimi anni si è dovuto far fronte a un’impennata della spesa sociale, agli aumenti contrattuali per il personale comunale, quello delle cooperative e delle società partecipate, come all’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia.
Benetti: «Ecco come facciamo quadrare i conti»
A fronte di questa situazione, come fa a quadrare il bilancio 2025 di Palazzo Malinverni? «Per gli effetti combinati di tre dinamiche – risponde l’assessore Benetti – La lotta all’evasione fiscale (nel Previsionale si prevede oltre un milione e mezzo di recupero); un monitoraggio attento delle spese e delle entrate: si stanno calibrando sempre meglio le richieste di risorse dagli uffici e a prevedere le entrate reali, evitando così sovrastime o sottostime che rendono difficile programmare; terzo, la riduzione dei consumi energetici che si sta concretizzando a seguito degli investimenti sul patrimonio comunale. Queste tre mosse si sommano allo sforzo che stiamo facendo per segnare un’inversione di tendenza nell’uso degli oneri di urbanizzazione, in passato largamente destinati a coprire la spesa corrente e oggi riallocati negli investimenti».
In numeri, il bilancio pareggia a 124,7 milioni di euro e vede assestarsi le spese correnti al 54,3% contro il 45,3% delle spese in conto capitale. Fra i quasi 68 milioni di spese correnti la voce più consistente è relativa al funzionamento della macchina comunale (18,7%) seguita dal Sociale con il 18%, da “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio” (rifiuti, manutenzione aree a verde) con il 17,1% e dall’Istruzione con il 13,2%. Passando alla tipologia economica della spesa, le due componenti di maggior rilievo sono l’acquisto di beni e servizi (quali servizio rifiuti, energia e utenze, manutenzione), che vale il 53,3%, e il personale con il 18%. Per i servizi a domanda individuale (ossia le attività in capo all’ente locale e utilizzate a richiesta dei cittadini) il Comune spenderà più di 8.646.000 euro; mentre la previsione di entrata è di poco inferiore a un terzo (2.848.000). I tre importi di spesa maggiori sono relativi alle mense scolastiche (oltre 3,5 milioni), agli impianti sportivi (2.087.000) e agli asili nido (1.785.000).
Investimenti per quasi 60 milioni
Passando alle spese di investimento, che assommano a 56.585.000 euro, queste si concentrano principalmente in quattro voci: politiche giovanili, sport e tempo libero che con il 29,6% scalza dal primo posto i trasporti e la mobilità (23,4%), poi istruzione e diritto allo studio (15,6%) che scavalca servizi istituzionali, generali e di gestione (12,1%). Nelle entrate correnti, che superano i 68 milioni, i trasferimenti statali iscritti nel bilancio 2025 valgono 5.662.000 euro. Fra le fonti tributarie, che assommano a 44.268.000 euro, la voce più cospicua è rappresentata dall’Imu con il 41,9%, seguita dalla Tari al 28,1% e dall’addizionale Irpef (17%). Fra le entrate in conto capitale che valgono, per il 2025, 45.669.000 euro, la parte più cospicua, 22.117.000 euro (pari al 48,3%), è rappresentata da finanziamenti ottenuti con la partecipazione a bandi, mentre 14.218.000 (31,1%) risultano da accordi urbanistici (opere a scomputo).
Venendo agli investimenti sul patrimonio pubblico iscritti nel piano Triennale (pari a 7,7 milioni di euro) il 2025 vedrà investimenti per 4.050.000 euro, di cui 1,7 milioni finanziati da bandi. Le risorse saranno impiegate prioritariamente in opere di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio comunale (strade, stabili comunali, scuole, patrimonio abitativo e impianti sportivi comunali) con particolare riguardo agli interventi mirati all’efficientamento energetico; nella promozione di interventi che favoriscano la “mobilità dolce” (marciapiedi, eliminazione di barriere architettoniche, piste ciclopedonali); nella rigenerazione degli assi commerciali della città e il loro collegamento attraverso corridoi caratterizzati da mobilità dolce e rigenerazione verde; e nella realizzazione di una città policentrica in cui valorizzare il ruolo dei quartieri.
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