VARESE – Parte dalla foto “di coalizione” il presidente del Pd Stefano Bonaccini al suo arrivo alla Festa dell’Unità alla Schiranna, questa sera – sabato 20 giugno. Lo scatto di qualche giorno fa che ritraeva Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli non deve sorprendere, ha rimarcato l’ex presidente dell’Emilia Romagna. Che ha anzi sottolineato che non bastano le quattro realtà i cui leader si sono messi in posa nel già citato selfie per costruire un’alternativa al Governo Meloni. «Abbiamo bisogno di allargare», dice (qui sotto l’intervista video).
Da Italia Viva ad Azione
«Non dobbiamo inventarci formule generiche – aggiunge Bonaccini – c’è un perimetro di coalizione che in tutti i comuni e in tutte le regioni si è presentato insieme che tiene dentro anche Italia Viva, Più Europa, tanto civismo, i Socialisti. Dobbiamo prima di tutto lavorare per unire. Quattro anni fa al centrosinistra non bastò dividersi in due che ci sembrava troppo poco, ma abbiamo detto: “Beh a quel punto è meglio in tre”. È evidente che se noi tornassimo a fare così Giorgia Meloni torna dalle vacanze, non fa neanche la campagna elettorale e ritorna a Palazzo Chigi». Bonaccini ha poi espresso fiducia in un centrosinistra unito, largo e plurale. Prima di guardare nell’altro campo: «In questa destra penso che faranno entrare anche Vannacci perché loro sono molto bravi a litigare ma molto bravi anche a unirsi quando si vota. E quindi sarà una destra sempre più spostata a destra: noi possiamo fare un centrosinistra che io spero faccia riflettere anche chi oggi ne vuole stare legittimamente fuori come Azione, ma magari ragionare che poi in fondo in fondo non siamo uguali a Vannacci o a Salvini o persino Meloni».
Sullo scontro Trump-Meloni
«Io ieri sono uscito come tanti di noi per difendere Giorgia Meloni perché nessuno si può permettere di insultare e non avere rispetto del presidente del consiglio del mio paese indipendentemente dalle appartenenze politiche – ha commentato in merito alle parole del presidente Usa – certo è che Meloni e Salvini hanno una bella responsabilità: sull’Ucraina il Governo si è comportato bene dal mio punto di vista ma sulla guerra in Iran o lo sterminio a Gaza non li abbiamo mai sentiti proferir parola. Sono stati talmente accondiscendenti verso Trump e Netanyahu quasi con la paura di non disturbare il manovratore che abbiamo subito i dazi senza batter ciglio e non hanno riconosciuto lo stato di Palestina. Quindi benvenuti se vi siete accorti quello che noi denunciavamo da anni. Loro non hanno responsabilità nei conflitti ma hanno una grande responsabilità, che è quella di aver tifato spudoratamente per Trump e Netanyahu. Ecco, benvenuti nel mondo reale».
Majorino alla Festa del PD: «Asse con Forza Italia? Sono complici della destra»
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