Morto dopo 20 giorni dall’incidente sulla Sp 69: si indaga per omicidio stradale

LAVENO MOMBELLO – Non ce l’ha fatta Andrea Montagna, 51 anni, residente a Laveno Mombello. Il frontaliere è morto all’ospedale di Varese, dove era ricoverato in condizioni disperate da quando, il 13 ottobre, era rimasto coinvolto in un violentissimo scontro frontale lungo la Sp 69, tra Brezzo di Bedero e Germignaga. L’incidente era avvenuto poco prima delle sei del mattino, a circa cento metri dalla galleria di Brezzo di Bedero. Montagna, che lascia la moglie e una figlia, era stato trasportato in elicottero all’ospedale di Circolo in codice rosso. Il decesso è stato constatato nei giorni scorsi, a una ventina di giorni dall’impatto.

L’impatto in curva

Il sinistro si era verificato in un tratto della litoranea del lago Maggiore particolarmente stretto, dove la carreggiata è priva persino della linea di mezzeria. Montagna, al volante della sua Ford Puma, viaggiava in direzione di Laveno, sulla corsia a lago. In senso opposto procedeva una Fiat Punto, guidata da un ventiduenne diretto in Svizzera per lavoro. La Ford aveva appena superato il tunnel e stava affrontando la discesa, mentre la Punto saliva verso Brezzo. All’altezza di una leggera curva, in un punto in cui la strada si restringe tra la roccia e le abitazioni, le due vetture si sono scontrate frontalmente.

Le indagini e l’autopsia

L’urto aveva provocato danni gravissimi alle auto. Quando i soccorritori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Luino erano arrivati sul posto, il conducente della Ford si trovava in arresto cardiocircolatorio. Le manovre di rianimazione erano iniziate sull’asfalto e proseguite durante il trasferimento in elicottero all’ospedale varesino. Il giovane alla guida della Fiat aveva riportato lesioni meno gravi. Con la morte di Montagna, il fascicolo della Procura ha visto modificare il capo d’imputazione: da lesioni a omicidio stradale. Per il ventiduenne si tratta di un atto dovuto, che gli consente di nominare un consulente di parte in vista degli accertamenti tecnici.

La ricostruzione dello schianto

Nella giornata di oggi sarà eseguita l’autopsia, affidata al medico legale incaricato dalla Procura. Soltanto dopo l’esame i familiari potranno organizzare il funerale. Il pubblico ministero Giangavino Contu disporrà inoltre una consulenza cinematica per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Sia l’indagato sia i familiari della vittima potranno nominare un proprio professionista per partecipare all’accertamento tecnico, che non potrà essere ripetuto.

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