Brugnone: «Antonelli sempre più a destra. Ora presenta anche i libri di Casa Pound»

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BUSTO ARSIZIO – L’annunciata presenza del sindaco Emanuele Antonelli alla presentazione di un libro pubblicato da una casa editrice vicina a Casa Pound innesca la polemica. Ad accendere il dibattito è il consigliere di Italia Viva Massimo Brugnone che in un post sulla sua pagina Facebook scrive: «Antonelli è un sindaco che si è presentato ai cittadini come finto civico. Che invece sta facendo sempre di più una scelta di campo. Quella di partecipare a iniziative di gruppi vicini all’estrema destra italiana».

Dove c’è destra c’è il sindaco di Busto

«Mentre sentiamo della bellissima mobilitazione di 600 sindaci che da tutta Italia si sono trovati a Milano per fare da “scorta civica” a Liliana Segre e per dire che “l’odio non ha futuro” – scrive Massimo Brugnone – a Busto Arsizio il primo cittadino finto civico Antonelli prepara il suo intervento alla presentazione di una “graphic novel” di una casa editrice vicina a Casa Pound, tanto da essere stata esclusa dal Salone del libro di Torino».

Il libro in questione è “Adam – Una storia di immigrazione“, scritto da Francesco Borgonovo e pubblicato da Alto Forte, una casa editrice considerata vicina a Casa Pound e finita al centro delle cronache nazionale per essere stata esclusa al Salone di Torino, come anche riportato da La Stampa. La presentazione alla quale parteciperà il primo cittadino di Busto è in programma per giovedì 19 dicembre a Comunità Giovanile. E sulle locandine che stanno girando è annunciato anche l’intervento di Antonelli.

Sindaco finto civico

Il dettaglio non è passato inosservato agli occhi dell’esponente bustocco di Italia Viva il quale ha ricordato come il sindaco nelle ultime settimane abbia partecipato a iniziative organizzate da partiti o movimenti di destra e ha commentato la scelta di campo pubblica del primo cittadino: «Sono sicuro che molti diranno che “In Italia – per fortuna – esiste la libertà di pensiero”; e che “il Sindaco deve poter partecipare a tutte le iniziative che vuole. Fascista è chi vuole impedire la libertà di esprimere le proprie idee”. Frasi pronte a scatenarsi davanti alla denuncia della partecipazione di Antonelli a questa iniziativa. Tutto vero. Ma aggiungiamo altro. Antonelli è un sindaco che si è presentato ai cittadini come finto civico e che invece sta facendo sempre di più una scelta di campo. Quella di partecipare a iniziative di gruppi vicini all’estrema destra italiana. Meno di un mese fa ha partecipato a un convegno contro i reati di opinione, organizzato dal partito di destra Fratelli d’Italia in cui, secondo quanto riportato dalla stampa, il coordinatore di Fratelli d’Italia di Busto Checco Lattuada ha detto che si deve essere liberi di poter dire “sono fascista”, e di esprimere un giudizio su un periodo storico, se questo non trascende in azioni violente e in organizzazioni». E conclude Brugnone: «Libero Antonelli di manifestare il proprio pensiero. E noi di prendere atto e sottolineare che si sta avvicinando sempre di più a gruppi politici che si dichiarano distanti dai valori fondanti la nostra democrazia. Conquistata con il sangue di persone che hanno combattuto un pensiero fascista che subdolamente si cerca di far riemergere. Vicino a gruppi politici anni luce distanti dai valori che dovrebbe rappresentare il sindaco di Busto Arsizio».

La replica: «Brugnone ha preso un abbaglio»

«Più che Italia Viva mi vien da dire Italia di fake news e strafalcioni», interviene Matteo Sabba a proposito del post di Brugnone. «Il consigliere Brugnone – continua Sabba – che era di sinistra e ora, come il Matteo da Firenze, rappresenta una destra smaccatamente liberista, ha preso un granchio. Il fumetto Adam, che verrà presentato in Comunità non è realizzato da nessun casa editrice vicina a Casa Pound. E Alta Forte, casa editrice salita agli onori della cronaca per essere stata prima invitata e poi allontanata dal salone del libro di Torino e citata dal consigliere renziano non c’entra assolutamente nulla questa iniziativa editoriale».

E ancora: «Capisco la voglia di apparire e la mancanza di contenuti, ma la verità e la conoscenza sono caratteristiche fondamentali. Occorre anche precisare a proposito della “sparata” fatta sulla partecipazione del sindaco Antonelli, che il primo cittadino è stato invitato a raccontare l’esperienza avuta con la Coop KB, gestore del Cas di via dei Mille. E concludo dicendo che l’immigrazione incontrollata in Italia ha spesso come perno principale questi luoghi di ammasso di esseri umani, dove si incancreniscono umori e peggiorano situazioni morali e mentali che poi si riversano nelle nostre città».

Lattuada: «Antonelli ospite di Comunità giovanile? Una cosa Normale»

«Antonelli ospite a Comunità giovanile? Non vedo dove sta il problema», dice Checco Lattuada, coordinatore cittadini di Fratelli d’Italia in risposta all’intervento di Massimo Brugnone. «Del resto stiamo parlando di una realtà che, quando Brugnone è nato, esisteva già. E ricordo anche che alla prima festa di Comunità giovanile partecipò anche Gian Pietro Rossi. Noi eravamo a quel tempo iscritti al Fronte della gioventù e della presenza dell’ex sindaco ho ancor oggi un bellissimo ricordo. Insomma trovo che sia normale che un sindaco, se invitato, sia presente a un’iniziativa culturale organizzata da un’associazione cittadina».

Lattuada poi prosegue: «Brugnone vorrebbe metterci il bavaglio. Ma la storia di Comunità giovanile dimostra l’apertura mentale e la voglia di confrontarsi e dialogare che ha sempre contraddistinto questa realtà. Abbiamo ospitato la presentazione di libri anche su temi delicati per discutere, approfondire e confrontarci. E così è anche questa volta».

Ferrogallico: «Non c’entriamo nulla con Casa Pound»

Ferrogallico è un operatore culturale, un progetto editoriale, totalmente indipendente. Non è legato ad alcun movimento o partito politico. Non è organico ad alcuna organizzazione politica. Ferrogallico nasce libera nel 2016 e tale è rimasto.

Ferrogallico fa lavorare decine di persone tra redazione, stampa, logistica e produzione, grafica e disegno, che provengono da storie personali diversissime e che hanno idee politiche diversissime.

Ferrogallico si muove nell’alveo di quella grande famiglia culturale, intellettuale, umana e (si) anche politica, che è la “Destra” italiana, ma lo fa senza avere padrini o padroni.

Oltre alla produzione diretta di fumetti (che dà lavoro a molti disegnatori e professionisti italiani), Ferrogallico è già partner di alcune delle più importanti case editrici del maggior mercato europeo del fumetto, quello franco-belga. Ferrogallico ha portato in Italia titoli best seller in Francia come il Celine di Futuripolis-Gallimard e il Nietzsche scritto da Onfray per Le Lombard o L’Unger Khan di Crissè per Glenat (Vent d’Ouest).

Ferrogallico ha stretto importanti partnership anche in Italia con Mondadori per la distribuzione nazionale nelle librerie e con Panini e StarShop per la distribuzione nelle fumetterie.

Ferrogallico è già stata protagonista di partnership con i più importanti quotidiani nazionali. Nel Febbraio del 2018 distribuiamo con Il Giornale in tutte le edicole Italiane il fumetto dedicato a Norma Cossetto sul tema delle Foibe. A settembre 2019 abbiamo dato alle stampe in partnership con La Verità “Adam. Una storia di Immigrazione”.

I fumetti Ferrogallico sono stati presentati in parlamento, in senato, in Campidoglio ed in altre decine di sedi istituzionali di Regioni e Comuni.

Alcuni titoli Ferrogallico sono stati oggetto di adozione per la distribuzione scolastica, da parte di decine di Comuni italiani fino a Regione Veneto.

Ferrogallico è un progetto che sta crescendo autonomo nel mondo del fumetto italiano, spesso “nonostante” il mondo del fumetto italiano, chiuso in una invincibile, stizzita e spocchiosa auto-referenzialità.

Questa la nota di Ferrogallico che si chiude con una considerazione politica riferita anche all’intervento di Brugnone da parte del referente Marco Carucci: «Noi ci poniamo nel libero nel mercato editoriale italiano e spesso incontriamo il fuoco di fila di piccoli politici che non riescono concepire un percorso culturale autonomo e indipendente da qualsivoglia legame partitico. E, non avendo null’altro da offrire, usano spesso bufale giornalistiche e falsità evidenti per fare polemica politica e ritagliarsi qualche minuto di celebrità».

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