LEGNANO – Un affare solo per Cap, già deciso nei minimi dettagli prima di presentarlo nei consigli dei Comuni soci. Così il consigliere civico di Legnano Franco Brumana commenta l’ingresso di Cap Holding in Ala-Aemme Linea Ambiente annunciato la scorsa settimana. «L’operazione – attacca – asseconda gli interessi di Cap, che dispone di un enorme potere economico e purtroppo politico, e che così continuerà la sua affannosa espansione nel lucroso business dei rifiuti. Cap infatti opera come socia di Neutalia nella gestione dell’inceneritore di Borsano e ne è protagonista predominante. L’ingresso nel mercato dei rifiuti, fino ad oggi estraneo a Cap, avverrà a danno di Amga (nel cui Gruppo rientra Ala, nda) che l’anno scorso, dopo essere stata autorizzata dal consiglio comunale di Legnano, aveva firmato un contratto capestro che la vincolava a finanziare per un terzo il piano industriale di Neutalia riguardante il revamping dell’inceneritore, per cui è previsto un costo di 120 milioni di euro. Questo impegno è insostenibile per Amga e la cessione delle quote di controllo di Ala è stata effettuata per reperire il denaro per i primi finanziamenti.
«È prevedibile – incalza il capogruppo del Movimento dei Cittadini – che vi saranno altre cessioni del patrimonio di Amga, e che quando questa società sarà svuotata, il rifacimento dell’inceneritore sarà attuato con un aumento del capitale sociale di Neutalia che Amga non sarà in grado di sottoscrivere. Per assecondare la ricerca di nuovi profitti e la crescita di Cap, Amga si troverà ridotta alla gestione dei lumicini del cimitero, dei parcheggi pubblici e alla manutenzione del verde. Mentre il Comune di Legnano perderà il controllo di Ala esercitato tramite Amga».
«Consigli comunali messi di fronte al fatto compiuto»
Non basta. «Cap Holding, Amsc, Asm e Amga – rincara Brumana – hanno firmato il contratto che prevede l’ingresso di Cap nella società Ala in segreto e in tutta fretta, evitando una reale partecipazione dei consiglieri comunali. Poiché, ciò nonostante, era trapelata qualche notizia, il sindaco di Legnano Radice ha convocato una commissione consiliare lo scorso 21 novembre per dare informazioni estremamente generiche sugli intenti di Amga di cedere le quote di Ala. In quella occasione, insieme al presidente di Amga (Pierluigi Arrara), si è profuso sulle buone intenzioni del contratto già messo a punto, che ora a giochi fatti verrà messo a disposizione dei consiglieri comunali di Legnano e disciplinatamente votato dalla maggioranza. Ogni possibilità di confronto e ogni apporto anche costruttivo saranno esclusi. Alla faccia della partecipazione democratica, che può avere un senso solo se preventiva alle decisioni».
«Contratto al buio senza alcun risparmio per i cittadini»
Da ultimo, il consigliere legnanese è pessimista sulle ricadute dell’operazione per i cittadini, oltre che sul piano politico e amministrativo, su quello meramente economico. «Si può presumere fino a prova contraria che l’enorme aumento delle dimensioni dell’operatore comporti un maggiore distacco dalla realtà locale e peggiori la qualità e i costi di un servizio molto semplice come quello reso da Ala. Il cittadino che si lamenterà della sporcizia negli spazi pubblici o di disservizi nella raccolta dei rifiuti domestici si troverà di fronte non una società del Comune di Legnano, ma una Grande Ala di fatto controllata da una società di dimensioni molto maggiori. Se l’ingresso di una nuova società fosse necessario per la diminuzione dei costi e quindi della Tari, questo obiettivo dovrebbe essere perseguito con un pubblico concorso, che consentirebbe di ottenere le migliori condizioni contrattuali e di reperire il partner più conveniente. Invece Amga, cioè il Comune di Legnano, ha sottoscritto un contratto che lo impegna a vendere le quote di Ala addirittura al buio e senza indicare il prezzo, che verrà stabilito da un perito».
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