Buguggiate, Lega: «Uscire da Coinger non è un tabù. Ma così è un salto nel buio»

BUGUGGIATE – Cinquina. E Buguggiate è solo l’ultimo della compagnia di soci che ha lasciato Coinger, la società che si occupa della raccolta rifiuti. Prima di Buguggiate sono fuori usciti Brunello, Gazzada Schianno, Carnago e Lozza. Non un’emorragia, ma il segnale che c’è qualcosa che non funziona tra la guida societaria e componente sociale.

Cosa cambia?

Per la società, in realtà, al momento quasi nulla. Le quote di Buguggiate verranno spalmante tra i 20 soci rimanente così come i costi. Per il Comune e i cittadini invece si apre una fase nuova, a partire dal fatto che occorre trovare un nuovo gestore del servizio, indispensabile. Elemento non da poco e che, in attesa di nuove soluzioni, dovrebbe lasciare la gestione (seppur in via provvisoria) nelle mani di Coinger.

Cosa accade

Ora bisogna però comprendere alcuni passaggi. L’amministrazione nel consiglio in cui ha votato l’uscita dalla società (ieri lunedì 30 giugno) ha portato alcuni scenari generali senza entrare al momento nello specifico. Poiché da qui in avanti, sindaco e giunta potranno valutare l’ingresso in un’altra società; l’affidamento diretto (qualora l’importo da investire sia inferiore ai 140 mila euro) per un tempo limitato a un nuovo gestore così da delineare meglio costi e scenari, oppure agire tramite bando e susseguente assegnazione.

In attesa dell’ok della Corte dei Conti

Tutto ciò però resta “sub judice” della Corte dei Conti, alla quale è stata inviata una relazione tecnica in merito all’uscita, sulla base della quale dovrà esprimere parere favorevole. In caso di diniego si potrebbe verificare un rientro “forzato” nella società d’origine.

Ma perché Buguggiate ha chiuso con Coinger? L’insoddisfazione del servizio – come scritto ieri nel comunicato dalla maggioranza – ma anche per i tempi tecnici da rispettare. La comunicazione d’uscita andava fatta sei mesi prima della scadenza della “doppia velocità” (a Buguggiate il sistema di Tariffa puntuale non è ancora attuato), fissata a fine anno, ma a quanto pare mai aggiornata come avrebbe dovuto essere. E qui sta uno dei nodi da sciogliere, qualora ci fossero state inadempienze, legati al pagamento o meno di penali.

Chi resta in Coinger

Non tutti i Comuni soci però lamentano le ragioni di chi se ne è andato. Tra i sindaci del bacino di riferimento, infatti, c’è chi sostiene con decisione la permanenza in società. La tariffa puntuale ha certamente portato cambiamenti, per alcune categorie anche in termini economici (aumenti giustificati da fatto che con la Tari il quantum degli utenti era meno puntuale), ma anche un incremento dei servizi. Che vanno pagati. Tra questi, ad esempio, lo spazzamento strade più puntuale e con passaggi superiori rispetto al passato, lo svuotamento dei cestini, ma anche il ritiro degli indumenti. «Insomma – commenta un sindaco – non è vero che il servizio è peggiorato. Forse serve una maggior comunicazione sulle novità introdotte».

Costi e utili

Sono altri due paletti al centro dibattito societario. E qui c’è in corso un confronto dialettico sull’utilizzo o meno degli utili (Coinger è una società sana e solida, questo va detto con chiarezza) per abbattere, sarebbe meglio dire limare verso il basso, la bolletta. «Non parliamo di riduzioni corpose – dice un altro primo cittadino – ma sarebbe un segnale importante nei confronti degli utenti. Anche perché fare utili non è la mission della società».

Polemiche a Buguggiate

Intanto la decisione della maggioranza di Buguggiate ha lasciato molto perplessi i consiglieri di minoranza. I quali hanno sollevato una serie di dubbi. Politici, «come la poca trasparenza sulla questione. Basti pensare che il consiglio non può essere trasmesso in streaming e non tutti i cittadini possono venire in Comune ad assistere alla seduta consigliare convocata in orario lavorativo». Oppure «la sensazione della scarsa incisività del nostro Comune nelle decisioni societarie».

E di sostanza, in cui i consiglieri guidati da Cristina Galimberti lasciano intendere che la maggioranza Sambo potrebbe aver fatto un salto nel buio. Scrivono: «Esiste un confronto dei costi del servizio (€ per abitante, € per kg) tra Buguggiate e i Comuni della nostra zona con tipologia analoga per abitanti e territorio, serviti da altri operatori?». E ancora: «C’è un’analisi degli scenari alternativi: gestori privati?, nuova gara?, convenzione tra Comuni?». L’opposizione poi chiede di fare luce sulla «stima degli effetti finanziari per il bilancio comunale e per la Tari» e sulla «valutazione dell’impatto patrimoniale e giuridico dell’eventuale recesso: penali dismissione della quota? oneri tecnici?».

Uscire non è un tabù, ma…

Domande alle quali la maggioranza non risposto: «Nulla di tutto questo ci è stato fornito a noi consiglieri – scrivono nella nota stampa – Abbiamo invece una ricostruzione legittima ma parziale, che evidenzia disagi senza documentare benefici alternativi. Uscire da Coinger non è un tabù. Non è una battaglia ideologica. Ma è una decisione strategica, irreversibile sul piano societario, e carica di conseguenze sul piano operativo, legale, organizzativo per tutti i cittadini. Senza un’analisi tecnica approfondita, ci esporremmo a rischi e incognite». 

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