Cosmetici cancerogeni: la Procura pronta a chiedere il processo per imprenditore bustocco

BUSTO ARSIZIO – Maxi sequestro di cosmetici cancerogeni: la Procura adi Busto chiude le indagini. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che ha coordinato l’inchiesta Dirty Soap, si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per il titolare della società con sede a Busto Arsizio, attiva nel commercio all’ingrosso di saponi e cosmetici, che avrebbe fornito i prodotti vietati per legge.

Indagine Dirty Soap

Il tema oggi è di grande attualità: la Procura bustocca ha precorso i tempi. Il sequestro di 285mila prodotti, tra cosmetici, saponi e profumi, contenenti il  il “Butylphenyl methylpropional”, più comunemente denominato “Lilial”, era infatti scattato nell’aprile 2023 al termine di un’indagine condotta dai militari della Guardia di Finanza di Verbania. L’utilizzo della sostanza rivelatasi cancerogena risulta vietato dal marzo 2022.

Depositi a Busto, Gallarate e Castellanza

I finanzieri nella sede di Busto della società avevano inizialmente trovato 15mila prodotti. Sotto la direzione del Pm Calcaterra i militari avevano proseguito nelle attività investigative che hanno portato ad individuare due ulteriori società di stoccaggio e logistica del Varesotto (a Gallarate e Castellanza) che detenevano, in conto deposito per la successiva immissione in commercio, la merce della società oggetto d’indagine. All’esito delle operazioni di perquisizione sono stati sottoposti a sequestro ulteriori 285mila confezioni di shampoo, deodoranti, profumi e saponi, in 161 bancali di merce, contenenti il Lilial. L’autorità giudiziaria adesso ha chiuso le indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio dell’imprenditore bustese.

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