BUSTO ARSIZIO – Il chiosco del “caso Sabba” è ancora al centro delle polemiche: stavolta sono le condizioni «di degrado e scarso decoro» in cui è stato lasciato il “retrobottega” del bar al parco Comerio a far discutere. È il consigliere comunale del centrosinistra Santo Cascio a sollevare la questione: «Viste le lamentele dei cittadini, chiederei al signor Matteo Sabba – e lo chiamo così perché non riconosco come assessore una persona che non ha rispettato le regole in consiglio comunale – se anche stavolta è in buona fede chi ha lasciato questa situazione, visto che mi risulta che lo conosca abbastanza bene».
Le domande di Cascio

Il riferimento sarcastico di Cascio è, da un lato, alla giustificazione del sindaco Antonelli rispetto all’incompatibilità di Sabba in quanto gestore del chiosco, e dall’altro al fatto che fosse rimasto socio, anche se non più amministratore da quando è assessore, della Caravan Srl che gestiva l’attività al parco. «Chi provvederà a ripristinare il decoro del parco? Quella stessa amministrazione comunale che si indigna, e ne ha ben donde – per carità-, per qualche sacchetto della spazzatura in giro per le strade? – chiede Cascio all’assessore con delega alla polizia locale – e i costi li addebiteranno al nuovo gestore che subentrerà? Se il “signor Sabba” rispondesse a queste domande non sarebbe male, per capire se è a conoscenza della triste situazione di un parco pubblico in quelle condizioni e se c’è coerenza nei comportamenti».
Assessore nel mirino

Nell’era della comunicazione social, a volte basta un post per innescare polemiche politiche. In questo caso, sono due fotografie che mostrano il retro del chiosco del parco Comerio, accompagnate da un commento lapidario: «Questo è lo schifo che ha lasciato il gestore del bar al Parco Comerio. Un appartamento per topi». Coperti alla bell’e meglio da un antiestetico telo nero, compaiono materiale e attrezzature accastate dopo la chiusura del locale, riconsegnato ad Agesp Attività Strumentali alla scadenza del bando di concessione alla fine di gennaio. Una scoperta che, con il nuovo bando per affidare il chiosco ancora da pubblicare, ha fatto ribollire le chat anche all’interno della maggioranza, perché dopo gli imbarazzi creati dal caso dell’incompatibilità, questo nuovo “scivolone” contribuisce a far montare l’insofferenza nei confronti di Matteo Sabba, a cui verrebbero imputati un’eccessiva attenzione nei confronti del lavoro dei colleghi in giunta e una scarsa condivisione del proprio.
Busto, il chiosco del “caso Sabba” al parco Comerio torna al Comune. «Arrivederci»
