Busto, due casi positivi tra gli agenti di polizia locale. «Non è un focolaio»

BUSTO ARSIZIO – Il Coronavirus torna a colpire tra il personale comunale. Stavolta tocca ad alcuni contagiati all’interno del Comando di polizia locale: sono due i tamponi positivi, più un caso sospetto che è in autoisolamento con sintomi in attesa dell’esito del test molecolare. «Ma non è un focolaio» garantisce l’assessore alla sicurezza Massimo Rogora. «Uno dei due positivi è a casa in smart working». L’amministrazione comunque alza la guardia per monitorare la situazione.

I casi positivi

Da quanto starebbe emergendo, i contagi avrebbero avuto origine al di fuori del contesto del Comando dei Molini Marzoli. La positività di un agente in servizio di prossimità, in quarantena con la famiglia, ad esempio ha fatto sì che il suo collega di servizio sia stato posto in isolamento precauzionale come contatto stretto (nel frattempo già rientrato in servizio), mentre l’altro caso accertato è un impiegato che sta già lavorando a distanza con lo smart working. Un terzo caso per ora è solo potenziale: solo l’esito del tampone rivelerà se è positivo al Coronavirus.

ADL: «Sanificazioni e test»

Il sindacato di base ADL rinnova l’appello a non sottovalutare la situazione: «A maggior ragione, visto l’insorgere di casi positivi – sottolinea il sindacalista Fausto Sartorato – bisognerebbe fare più controlli e sanificazioni e attrezzarsi per mandare il più possibile il personale in smart working, mentre ci risulta che non tutti avrebbero le attrezzature adeguate». ADL ribadisce le richieste già fatte nei mesi scorsi: «C’è stato tutto il tempo per adeguarsi prima della nuova ondata. Noi avevamo chiesto anche i test sierologici per il personale in servizio a contatto con il pubblico».

«Non è un focolaio»

«Non è un focolaio, non seminiamo il panico» commenta l’assessore alla sicurezza Max Rogora, che ci tiene a rassicurare sul fatto che non si era recato «di persona al Comando da venti giorni» prima di aver scoperto la sua positività al Coronavirus, già resa pubblica, «tantomeno senza mascherina». Rogora ribadisce inoltre che «al Comando sono stati messi in atto tutti i protocolli Covid per la disinfezione, tra cui la misurazione della temperatura e l’igienizzazione delle mani all’ingresso della sede. Se qualcuno afferma il contrario, se ne assumerà le sue responsabilità».

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