L’addio di Busto a Paolo Caccia: «Non sarai dimenticato. Il tuo esempio ci ispira»

BUSTO ARSIZIO – «Busto perde uno dei suoi figli migliori. Paolo Caccia con le sue capacità e la sua autorevolezza ha rappresentato la nostra città al meglio in ogni ambito. Un rappresentante della buona politica a livello locale, provinciale, regionale e poi in Parlamento dal 1979 al 1994. Sempre presente, pronto ad ascoltare tutti e con la porta sempre aperta. Non sarai dimenticato, il tuo esempio ci ispira». E’ il sindaco di Busto Emanuele Antonelli a tratteggiare la figura di Paolo Caccia, scomparso a lo scorso 3 aprile all’età di 86 anni, esponente bustocco della Democrazia Cristiana che ha rappresentato Busto in Parlamento per 15 anni.

Il saluto della città

Alle 10.30 di oggi, sabato 6 aprile, la basilica di San Giovanni a Busto era stracolma di persone in occasione delle esequie. A dare l’ultimo saluto a Caccia c’erano tutti: dal ministro al Mef Giancarlo Giorgetti, alla già senatrice Erica D’Adda, Ninetto Pellegatta, storico esponente della destra sul territorio (con l’MSI in parlamento nello stesso periodo di Caccia), il già senatore Antonio Tomassini, lo storico esponente del centro sinistra Walter Pico Bellazzi, la vicesindaco di Busto Manuela Maffioli e l’assessore alla sicurezza Salvatore Loschiavo. Con loro tanti esponenti delle autorità militari del territorio e dell’associazionismo, realtà che ha sempre visto Caccia in prima linea. Alle 10.30 il feretro è entrato in chiesa coperto di fiori bianchi accompagnati dalle note della Filarmonica Santa Cecilia di Sacconago, realtà alla quale Caccia era legatissimo. In prima fila la moglie Emilia e i figli Laura e Cesare. Accanto al feretro i gonfaloni dell’Ucid e della Famiglia Sinaghina.

Memoria, impegno e gratitudine

Monsignor Severino Pagani, prevosto di Busto, che ha concelebrato la funzione insieme a padre Alvaro, amico personale di Caccia e della sua famiglia, ha toccato il punto: «La vostra presenza qui testimonia l’affetto per Paolo, il rispetto per la sua vita. E’ come se Paolo abbia voluto fermarci qui oggi: ciascuno di noi ha di lui un ricordo personale. E’ la memoria, la memoria della sua dedizione al bene comune, alla sua famiglia, al legame con la città, insieme alla sua grande fede, che non ce lo farà mai perdere. Non c’è memoria se non c’è gratitudine». Padre Alvaro ha invitato tutti, citando Sant’Agostino, a ricordare Paolo Caccia sull’altare del signore, ovvero nella preghiere.

Il ricordo del ministro Giorgetti

E un ricordo lo ha concesso anche il ministro Giorgetti, al termine della funzione: «Quello di Paolo Caccia fu il primo nome di un politico ad entrare in casa mia. Aveva la delega alla pesca e per mio padre era estremamente importante». Natale Giorgetti era infatti il “re” dei pescatori del lago di Varese.

L’uscita del feretro ha visto il picchetto d’onore di tutte le forze di polizia presenti. E un fiume d’affetto sincero da parte della città riversarsi sulla famiglia Caccia.

busto funerale paolo caccia – MALPENSA24
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