Busto-Gallarate, la DG: «Sarà un grande ospedale. I posti letto? Proporzionati»

BUSTO ARSIZIO – «Il nuovo ospedale? Sarà un grande ospedale che soddisferà le esigenze sanitarie del territorio di riferimento e sarà anche di richiamo, come peraltro già succede in alcune specialità». Il direttore generale di ASST Valle Olona Daniela Bianchi prova a mettere a tacere le polemiche di questi giorni sul numero di posti letto del “Grande Ospedale della Malpensa”, il cosiddetto “ospedale unico” che sorgerà a Beata Giuliana al posto delle attuali due strutture di Busto Arsizio e Gallarate. Del resto si tratta della «più grande opportunità della sanità pubblica per questo territorio e la sua comunità. Una occasione unica da cogliere, non da strumentalizzare. A partire dai numeri».

I numeri

A sollevare dubbi, nei giorni scorsi, è stato il Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto, che da sempre rappresenta il principale “comitato del No” all’ospedale unico. Ma già oggi, spiega la DG Bianchi, tra Busto Arsizio e Gallarate i posti letto effettivamente attivi sono meno di 600, perciò il numero di 773 posti totali, previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto dai Comuni, dalla Provincia, da Regione e da ATS Insubria è «coerente e proporzionato con le esigenze del territorio». Inoltre, il dato di 611 posti letto ordinari che compare sui documenti ufficiali, è da riferirsi al numero delle «stanze, altamente confortevoli e moderne, che potranno essere utilizzate sia come singole che come doppie raggiungendo potenzialmente, in questo caso, i 1200 posti letto». Ovviamente solo in caso di necessità. Ad oggi, però, tutte da verificare, e a maggior ragione nel 2031, quando il nuovo ospedale sarà in funzione.

Ospedale di nuova generazione

Insomma, per la DG di ASST Valle Olona non c’è di che preoccuparsi sull’ospedale che verrà. Anche perché il “Grande Ospedale della Malpensa” sarà «il primo con tutti i requisiti del Next Generation Hospital» sviluppati dalla piattaforma di ricerca JRP Healthcare Infrastructures del Politecnico di Milano. «Sarà all’avanguardia su tutto – sostiene Daniela Bianchi – accessibilità, efficienza energetica, percorsi, flessibilità. E sarà un ospedale strategico a livello nazionale e internazionale, vista la vicinanza all’aeroporto di Malpensa e al nuovo Hub Regionale per le Emergenze di Gallarate». E ribadisce: «Stiamo lavorando a una infrastruttura sanitaria pubblica, sostenibile, efficiente, digitale, integrata con i territori, sempre più attrattiva per i professionisti e più orientata al comfort degli utenti e al miglioramento continuo delle prestazioni sanitarie. Continuando invece a polemizzare o dare numeri sbagliati si rischia di disperdere tempo ed energie quando l’obiettivo è uno solo: costruire insieme una infrastruttura sanitaria unica per qualità di cure e tecnologia».

Road to 2031

Prima pietra nel 2027, stando all’ultima versione del cronoprogramma. Proprio in questi giorni la commissione di valutazione del concorso internazionale di progettazione è al lavoro per selezionare i cinque dossier di candidatura che approderanno alla seconda fase del concorso, che si concluderà il 15 ottobre con la proclamazione del vincitore. Poi ci sarà il nuovo bando per la progettazione esecutiva e per i lavori, che dovrebbero durare tre anni, tra il 2027 e il 2030, con il trasferimento in programma nel 2031.

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