Busto ha il suo Ospedale di comunità: alla Fondazione La Provvidenza 15 posti letto

BUSTO ARSIZIO – Taglio del nastro alla Fondazione La Provvidenza per il nuovo Ospedale di Comunità, realizzato al secondo piano del padiglione “Borri 2”. Sarà in funzione già da domani, 4 giugno, con 15 posti letto a disposizione per accogliere persone fragili o affette da patologie croniche che necessitano di assistenza sanitaria continuativa dopo le dimissioni ospedaliere o per prevenire un accesso al Pronto Soccorso. «Una sfida epocale – la definisce il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli – è una novità importantissima per i cittadini».

Il sindaco Antonelli con il dottor Umberto Rosanna

Come funziona

Il nuovo Ospedale di Comunità della Fondazione di partecipazione La Provvidenza ETS è un nuovo servizio sanitario territoriale nato nell’ambito della programmazione sociosanitaria regionale e dedicato alla continuità assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio. Si rivolge in particolare a pazienti che, pur non necessitando più di cure ospedaliere per acuti, richiedono ancora monitoraggio clinico, assistenza infermieristica, supporto nella gestione terapeutica e accompagnamento verso il rientro al domicilio o verso altri percorsi assistenziali appropriati. «È un servizio pensato per accompagnare persone fragili o con patologie croniche in una fase particolarmente delicata del proprio percorso di salute» sintetizza il direttore sanitario de “La Provvidenza” Chiara Mazzetti. L’accesso avverrà in seguito ad una dimissione dall’ospedale oppure direttamente dal domicilio su indicazione del medico di medicina generale. I 15 posti letto, distribuiti su otto stanze, saranno ad accesso libero per parenti e caregiver per tutta la giornata.

La sfida

L’Ospedale di Comunità nasce da un’idea del dottor Umberto Rosanna, medico ospedaliero e consigliere de La Provvidenza indicato dal Comune, e si sviluppa in stretta relazione con ASST e ATS. È «un servizio sanitario a tutti gli effetti», come fa notare il direttore generale de “La Provvidenza” Luca Trama. «È una tappa significativa nel percorso di evoluzione della Fondazione. Crediamo sia fondamentale costruire servizi capaci di accompagnare la continuità delle cure, integrando competenze sanitarie, assistenziali e relazionali all’interno di una rete territoriale sempre più connessa». E il presidente della Fondazione Luigi Chierichetti lo definisce «un passaggio importante nel percorso di attenzione e cura verso le persone più fragili del nostro territorio. Con questo progetto desideriamo offrire una risposta concreta ai bisogni di continuità assistenziale, mettendo a disposizione competenze, professionalità e spazi dedicati all’interno di un contesto capace di accogliere e accompagnare la persona in un momento delicato del proprio percorso di salute».

Le voci

«La legge sull’autonomia non c’è ancora, ma noi a Busto Arsizio ci pensiamo da soli a fare queste cose meravigliose. E funziona tutto». Così il sindaco Emanuele Antonelli, prima della benedizione di don Peppino Colombo e del taglio del nastro, attribuisce il merito alla Fondazione La Provvidenza, «un’eccellenza per la città, e questa ne è la dimostrazione», per aver «accettato una sfida epocale. Spero che sia un esempio da seguire». Al suo fianco, il sindaco di Castellanza Cristina Borroni, che definisce la nuova struttura «una risorsa per tutto il territorio». Ma anche i consiglieri regionali in assetto bipartisan: Emanuele Monti (Lega) ricorda «la scommessa» degli Ospedali di Comunità nelle RSA lanciata insieme a Uneba ai tempi della riforma sanitaria regionale con un emendamento votato all’unanimità in aula. «Di quel progetto oggi si vedono i risultati». Samuele Astuti (Pd) rende merito al «coraggio» de “La Provvidenza” e ricorda che «integrare i servizi è sempre più necessario in un sistema complesso come quello della sanità», mentre Romana Dell’Erba (FdI) parla di «risposta che anticipa i fabbisogni, e fa da ponte tra ospedalizzazione e assistenza domiciliare per far sentire meno sole le famiglie».

Busto, nuovi spazi e nuovi servizi a La Provvidenza. Che diventa Fondazione

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