BUSTO ARSIZIO – Nuovi spazi, nuova forma giuridica e nuovi servizi: l’Istituto La Provvidenza non si ferma mai e presenta le nuove trasformazioni, strutturali e non solo, che mirano a consolidare quella che attualmente, tra le RSA, è «la prima struttura in provincia di Varese in termini di numeri», come fa notare il direttore generale Luca Trama. «Le necessità della popolazione cambiano e servono setting assistenziali diversi» rimarca il Dg di ATS Insubria Salvatore Gioia. «Qui l’innovazione è presente».
Le novità
Cambiano gli spazi, con l’ampliamento del salone Bertolina e del padiglione “Papa Giovanni”, e prendono il via nuovi servizi, il nucleo psicogeriatrico e le “dimissioni facilitate”, mentre La Provvidenza si prepara a diventare una Fondazione, come il presidente Gigi Chierichetti aveva rivelato in occasione della visita istituzionale del governatore Attilio Fontana. Tutte iniziative con cui l’Istituto di via San Giovanni Bosco, come sottolinea il sindaco Emanuele Antonelli, «incarna lo spirito dei bustocchi che hanno sempre voglia di fare e innovare con tanta professionalità». Per il consigliere regionale e presidente della commissione solidarietà sociale, Emanuele Monti, «è un passaggio di grande valore, con cui La Provvidenza guarda avanti e indica la via».
Fondazione al via
Il processo di trasformazione dell’ente nella forma giuridica di Fondazione di partecipazione ha preso ufficialmente il via: il percorso è stato «approvato dai soci» ed è «orientato a rafforzare nel tempo la stabilità istituzionale e la missione dell’ente a servizio delle persone fragili e del territorio», come sottolinea Chierichetti. «La trasformazione, attualmente in fase di perfezionamento secondo l’iter previsto, rappresenta una scelta strategica volta a consolidare la governance, garantire continuità organizzativa e sostenere lo sviluppo futuro delle attività sociosanitarie».
I nuovi spazi
«La Provvidenza è la casa dei nostri ospiti, vogliamo diventi ancora più casa» annuncia il presidente Gigi Chierichetti. Il piano di interventi prevede l’ampliamento e la valorizzazione degli spazi comuni (il salone Bertolina, ricavando un terrazzo al servizio del primo piano, e il salone del padiglione Papa Giovanni, anche qui ricavando un terrazzo a cielo aperto) e la realizzazione di un tunnel aperto di collegamento tra i padiglioni Papa Giovanni e Monsignor Tettamanti che consentirà spostamenti protetti dalle intemperie. «Nel complesso 15-18 mesi di interventi» fa sapere Chierichetti, che ringrazia il Comune di Busto Arsizio che ci «ha sempre dato uno sguardo molto attento e collaborativo, autorizzando interventi in deroga. Perché se stanno bene i nostri ospiti, sono felici gli abitanti della nostra città». Il sindaco Antonelli li definisce «ampliamenti non necessari, ma di più. Permettono ai nostri cari di stare meglio, ma anche alle magnifiche persone che lavorano qua dentro con un cuore grande». Poi il botta e risposta, tra il serio e il faceto, con il presidente: «Al completo? Si può andare sempre più in alto». E Chierichetti: «E sempre più in deroga…».
I nuovi servizi

Sono due quelli attivati nell’ambito dei Modelli Innovativi regionali: il Nucleo Psicogeriatrico, con 20 posti dedicati all’accoglienza di persone con fragilità psichiatriche e assistenziali complesse, in un ambiente protetto e con presa in carico multidisciplinare, e le Dimissioni Facilitate, o “RSA Diffusa”, un servizio ponte che – in otto strutture di ATS Insubria tra cui La Provvidenza – accompagna la fase di dimissione ospedaliera, favorendo la continuità delle cure e il rientro al domicilio o il passaggio ad altra struttura. «Iniziative che sono la rappresentazione vera e autentica della collaborazione in sanità – rivela Giulia Fenu, di ASST Valle Olona – mettere competenze e risorse a fattor comune con una visione condivisa a servizio della comunità e dell’utenza».
Il Nucleo Psicogeriatrico è «un modello di cura innovativo per anziani fragili (over 65 ma in alcuni casi anche tra i 55 e i 65 anni) con patologie psichiatriche stabilizzate – sottolinea Enrico Tallarita di ATS Insubria – in grado di offrire un ambiente protesico che integra assistenza sanitaria, sostegno psicologico, interventi sociali e attività educative». Dall’arteterapia alle attività all’esterno. «La parola chiave è integrazione – rivela Chiara Mazzetti, direttore sanitario dell’Istituto – noi abbiamo cambiato modo di lavorare in funzione di questa tipologia di utenza». L’agenzia di tutela della salute ha investito 438mila euro per 12 mesi nella sperimentazione.
Le “dimissioni facilitate”, spiega il Dg Salvatore Gioia, «sono un progetto sperimentale che rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della presa in carico dei pazienti fragili e delle loro famiglie». Con un investimento di 832mila euro di fondi regionali sono stati recuperati 33 posti letto in otto Rsa (sei in provincia di Varese e due in provincia di Como) da destinare a persone clinicamente stabilizzate ma impossibilitate a rientrare subito al domicilio in modo da liberare letti ospedalieri. Con una retta giornaliera di 120 euro coperta al 50% da ATS. «Il valore aggiunto di questa iniziativa – fa notare Gioia – è la forza della rete: strutture che scelgono di collaborare, protocolli condivisi e un’azione tempestiva che in questi giorni ha già permesso l’inserimento dei primi tre pazienti. È la dimostrazione che, quando il sistema lavora in sinergia, è possibile offrire risposte concrete e immediate alle persone più fragili del nostro territorio».
Busto, “La Provvidenza” riceve il presidente Fontana. E ha un futuro da Fondazione
