BUSTO ARSIZIO – Se ne è andato a soli 56 anni, strappato alla vita da un male incurabile che lo ha portato via nel giro di pochi mesi. Michele Bellato, 56 anni, dipendente dell’ufficio urbanistica, ha lasciato il suo sorriso come ultimo ricordo per i tanti colleghi e amministratori che hanno voluto salutarlo per l’ultima volta ieri, 15 aprile, in Basilica di San Giovanni. E in serata anche il consiglio comunale gli ha tributato un minuto di silenzio e un applauso caloroso.
Minuto di silenzio
«Era una bella persona – le parole del sindaco Emanuele Antonelli in sala esagonale – ben voluta, sempre disponibile, solare, sorridente. Uno su cui si poteva contare in ogni occasione. Fino a poche settimane fa era in ufficio, e minimizzava quello che aveva, voleva lavorare». Michele Bellato ha lasciato la moglie Isabella, anche lei dipendente comunale (al SUAP) e il figlio Filippo. A Palazzo Gilardoni lascia «un vuoto», come detto dal sindaco Antonelli. Ma anche il ricordo vivido di «una persona eccezionale», dei suoi «maglioni colorati», della «gentilezza non di maniera» con cui «salutava tutti», segno del suo «cuore buono e generoso». Michele «voleva fare il suo dovere fino in fondo e lo ringrazio per la sua professionalità, umanità e per i valori che ha portato in ufficio» l’addio di Antonelli prima del minuto di silenzio. Con una carezza a nome di tutta la città per la famiglia Bellato: «Non sono soli, il loro dolore è anche il nostro».
Il ricordo di Locati
La seduta consiliare di ieri sera, 15 aprile, è stata anche l’occasione, per il capogruppo del PD Maurizio Maggioni, di un ricordo dell’architetto Antonio Locati, scomparso la scorsa settimana all’età di 86 anni. Già consigliere comunale per oltre un decennio, «è stata una figura importante e propositiva – le parole di Maggioni – una persona molto serena, non polemica, ma molto determinata nelle sue idee. Da architetto non ha mai pensato solo al bello ma ad un bello vivibile e attento al sociale».
