BUSTO ARSIZIO – Rimpasto infinito, la bocciatura del capogruppo PD Maurizio Maggioni: «Stucchevole? Non solo, l’impressione è che la maggioranza di centrodestra non abbia fiducia nella sua giunta». È questo il ragionamento con cui l’esponente Dem, candidato sindaco contro Antonelli tre anni fa, prova a trovare una chiave di lettura alla situazione politica di stallo che si è creata dopo le elezioni europee in attesa della rivisitazione dell’esecutivo bustocco. «Il fatto che tutti gli assessori, a prescindere dal merito, si sentano messi in discussione, influisce inevitabilmente sulla qualità del lavoro che portano avanti per la giunta».
«Mancanza di fiducia»
«Il rimpasto? Daremo un giudizio dopo che vedremo come andrà a finire – premette Maurizio Maggioni – ma un’idea ce la siamo fatta, ed è che i partiti di maggioranza non hanno fiducia nella loro giunta di centrodestra. In particolare Fratelli d’Italia, che chiede un cambiamento, mentre la Lega ad esempio è per mantenere i suoi assessori. La lettura politica è quella». Il capogruppo del PD arriva a questa conclusione così: «Se la partita del rimpasto fosse durata 5-10 giorni o anche un mese, cambiando un assessore perché ritenuto migliore di un altro, sarebbe stata una dinamica normale. Ma se questa fase sfocia nella polemica, significa che evidentemente la maggioranza in quanto tale non ha fiducia nella giunta». Non solo: per Maggioni «il fatto che si arrivi a discuterne a livello regionale per comporre la situazione, è indice di uno sfilacciamento dell’alleanza di governo di centrodestra».
«La discussione non è sul merito»
Il capogruppo Dem non nasconde l’impressione di un rallentamento dell’attività dei singoli assessori, ormai da tre mesi sulla graticola: «Deriva dal fatto che tutti si sentono messi in discussione, e questo inevitabilmente influisce sul lavoro. Poi uno può anche reagire a questa situazione lavorando di più per cercare di essere confermato, ma in realtà la discussione non sembra essere sul merito dei singoli, e se così fosse sarebbe concentrata sui programmi, invece c’è questo alone generale che coinvolge un po’ tutti, a prescindere dai meriti». L’opposizione peraltro resta alla finestra: «Sono affari loro – è chiaro Maurizio Maggioni – noi manteniamo le nostre posizioni di giudizio sui programmi e sulle prospettive. Il nostro giudizio non cambia in base ad uno o all’altro assessore».
Antonelli accusa, Cassani tace. E il rimpasto a Busto scuote il centrodestra
