Antonelli accusa, Cassani tace. E il rimpasto a Busto scuote il centrodestra

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BUSTO ARSIZIO – Chi la sa lunga direbbe che Andrea Cassani scotomizza Emanuele Antonelli. Cioè, ignora, passa oltre, lascia andare. Per dirla in chiaro, il sindaco di Gallarate nonché segretario provinciale della Lega non risponde alle accuse del suo collega primo cittadino di Busto Arsizio che, in una intervista, gli ha addossato le responsabilità politiche della mancata soluzione al rimpasto di giunta a Palazzo Gilardoni. “Non è capace di gestire la partita”, “Pensi alla sua città e non metta becco nelle faccende bustocche”, “Ha la memoria corta”, sono, in sintesi, alcune delle gentilezze (si fa per dire) rivolte da Antonelli a Cassani..

Quest’ultimo abbozza, perlomeno, finge di abbozzare. Alle richieste dei giornalisti di commentare l’intervista in questione, si limita a un secco “non ho nulla da dire”. Alla stampa, non ha nulla da dire, ma è scontato che a livello politico ne avrebbe, eccome, di commenti da fare. Per una serie di ragioni. La prima. E’ il segretario provinciale della Lega, ha un ruolo determinante: si muove per mantenere al suo partito a Busto i tre attuali assessori, confrontandosi legittimamente con Fratelli d’Italia che chiede di sacrificarne uno per fare posto a uno dei suoi. La seconda. Il confronto è politico, non c’è ragione di scendere sul terreno dello scontro, e delle offese: La terza. Sono mesi che si discute attorno a quale decisione prendere per riassestare l’esecutivo bustocco, senza che Antonelli abbia mai preso di petto la questione, provando a risolverla dalla sua posizione gerarchica. La quarta. Il segretario provinciale della Lega ha pieno titolo di intervenire anche a fronte di una segreteria cittadina leghista ondivaga e, al momento, ininfluente rispetto alla soluzione del problema. La quinta. Il centrodestra ha bisogno di atti di responsabilità politica, non di mazzate in arrivo dal cosiddetto fuoco amico.

Potremmo continuare, fino a sospettare che la molla che ha scatenato l’ira di Antonelli risieda nel fatto che il sindaco di Gallarate interferisca nelle faccende di Busto, vecchia sindrome del campanile che, pur essendo anacronistica, condiziona ancora i rapporti tra le due città. D’altra parte, non è la prima volta che Emanuele Antonelli impugna la clava contro il suo collega gallaratese, ma anche contro il primo cittadino di Varese al quale non ha mai risparmiato “carezze”. Da vero “uomo forte e senza paura”, sempre pronto a incrociare le spade.

Nel frattempo, il caso del rimpasto è nelle mani delle segreterie regionali di Lega e meloniani, Fabrizio Cecchetti e Carlo Maccari. A quanto pare, tocca a loro affrontare e chiudere la partita, magari alzando la voce, come pare ci sia assoluto bisogno. Salvo rinviare ai locali l’eventuale cambio di assessori che coinvolge anche la Lista del sindaco, dentro la quale si sta sgomitando per ottenere un posto in giunta, a discapito di chi c’è già. Un guazzabuglio che Antonelli ha ulteriormente complicato: invece di ricucire, strappa. A discapito di un centrodestra che, in provincia, nonostante le percentuali delle urne, rischia di implodere. E non soltanto per la situazione di Busto Arsizio.

Busto, rimpasto di giunta al palo: Antonelli dà la colpa a Cassani. È guerra

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