BUSTO ARSIZIO – «Teatro Sociale, si riparte». A rivelarlo è l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che questa mattina, 14 luglio, ha avuto un primo tavolo di confronto con lo staff dell’impresa sociale che gestisce la struttura di piazza Plebiscito per conto della Fondazione Comunitaria del Varesotto. «Siamo pronti a discutere sulla nuova convenzione per il 2026» rivela Maffioli. E il sindaco Emanuele Antonelli ribadisce l’intenzione dell’amministrazione di non stare a guardare: «Se vogliono cederlo, ce lo diranno».
Il tavolo
Con i rappresentanti del Teatro è stata avviata quella che l’assessore Maffioli definisce «una riflessione e condivisione sulla parte più propriamente artistica, con la reciproca manifestazione dell’intenzione di continuare a collaborare nell’interesse del teatro e della città». Il primo di una serie di «incontri più mirati, che avremo a breve», come rivela Maffioli. Nel frattempo è stato «ribadito l’interesse ad investire da entrambe le parti», poi «ci saranno da verificare alcuni aspetti, perché accanto alla definizione dei contenuti, che è in capo al Teatro, c’è la nostra volontà come amministrazione di armonizzare le attività all’interno di un contesto cittadino particolarmente ricco, in coabitazione con le altre sale ed associazioni che si occupano di cultura per mettere a punto un’offerta ancora più ricca, poliedrica ed equilibrata».
La transizione
Insomma, in una frase: «Si riparte». Ed è un sospiro di sollievo per l’assessorato di villa Tovaglieri, che nel teatro Sociale ha una delle punte di diamante della programmazione culturale cittadina. Lo stop alle attività della stagione di produzione, decretato lo scorso dicembre con l’annullamento dell’opera lirica “Tosca”, aveva creato non solo un vuoto nel cartellone culturale, ma soprattutto generato preoccupazione sul futuro della struttura, che solo alcuni mesi prima era stata chiusa per eseguire una serie di lavori urgenti per rimediare alle infiltrazioni dal tetto. L’assessore annuncia che «si comincerà a lavorare per la nuova convenzione 2026», dopo che quella del 2025 non ha mai visto la luce. Fin qui si parla di contenuti.
Il futuro della struttura
Sul “contenitore”, che necessita ancora di un importante restyling strutturale, al tavolo di questa mattina non si è discusso. Anche se «la Fondazione Comunitaria del Varesotto – fa notare l’assessore Manuela Maffioli – si è già espressa pubblicamente», smentendo ogni ipotesi di disimpegno e manifestando la volontà di investire pur con un nuovo approccio rispetto a quello che era stato seguito dalla precedente governance del Sociale. «Immagino continueranno su quella linea». Non è ancora chiaro però se, in prospettiva, la Fondazione abbia intenzione di mantenere la proprietà del Teatro, asset che ha “in pancia” ormai da una dozzina di anni ma che finora non ha reso come avrebbe dovuto sulla base delle finalità dell’ente filantropico, o se vorrà dismetterlo. E a quel punto potrebbero rientrare in gioco il Comune e la Provincia, che hanno già iniziato a dialogare sul futuro della struttura. Ma la posizione di palazzo Gilardoni non cambia: il primo passo tocca alla Fondazione, se intenderà farlo.
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