Busto, la tregua del Natale 1914 in mostra per i vent’anni del coro alpino “Ai Preat”

L'immagine della locandina della mostra "1914. Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale"

BUSTO ARSIZIO – Il 9 gennaio in occasione del ventennale di fondazione, il Coro alpino “Ai Preat” di Busto Arsizio, in collaborazione con il Centro Culturale Synesis, inaugura in Galleria Boragno l’esposizione della mostra “1914. Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale“, presentata nel mese di agosto al Meeting di Rimini. Una mostra che celebra un fatto straordinario, ancora poco noto, che si verificò 110 anni fa, in occasione del Natale, e che i media dell’epoca perlopiù tacquero: gli eserciti che si fronteggiavano si fermarono e per alcune settimane e nacque una tregua non ufficiale, una tregua spontanea nella notte di Natale tra soldati tedeschi e inglesi a Ypres, in Belgio.

La mostra

«In mezzo all’inferno della guerra si verificano talvolta fatti che sembrano negarne l’essenza, redimerne la malvagità» racconta Antonio Besana, curatore della mostra, che venerdì 10 gennaio alle 21 interverrà all’incontro inaugurale in sala Tramogge ai Molini Marzoli. «Questo accade quando la mente degli uomini, magari per pochi istanti, si dispone ad ascoltare quello che il cuore suggerisce, fidandosi del barlume di buono che ha intravisto, che per un istante ha permesso di cambiare le carte in tavola».

«Dagli scritti dei soldati coinvolti, si evidenzia come in quell’occasione ci si riconobbe fratelli, con desideri e attese uguali, con la stessa aspirazione alla pace – rivelano gli organizzatori – la mostra vuole essere anche un auspicio alla pace, in quest’epoca di guerra: pace che può nascere solo da cuori leali con la propria umanità. Come scrive il Papa, “tempi come quelli che stiamo vivendo, nei quali la terza guerra mondiale a pezzi si sta svolgendo sotto i nostri occhi, possono indurci ad assumere atteggiamenti di cupo sconforto e malcelato cinismo. La speranza, invece, è un dono e un compito per ogni cristiano”. I grandi cambiamenti nascono dai piccoli cambiamenti di ciascuno. Quei soldati furono testimoni di quella “Speranza che non delude” su cui il Papa ci chiede di riflettere in vista del prossimo Giubileo». L’esposizione proseguirà fino a venerdì 17 gennaio con i seguenti orari: 9-10-13-15–16-17 gennaio 9/13 -15/18.30; 11-14 gennaio 9/13 – 15/17; 12 gennaio 15/18.30. La mostra è patrocinata dal Comune di Busto Arsizio.

I vent’anni del coro

Il coro “Ai Preat” nasce nel 2003 dalla passione per la montagna e per il canto popolare di alcuni amici di Busto Arsizio e dintorni. Inizialmente mossi dalla pura passione per la musica popolare e i canti alpini, e dalla bellezza delle sue armonie, dal 2004 si è consolidato un coro di sole voci maschili. Dalle venti voci dei primi mesi, sotto la direzione del maestro Carlo Carabelli di Milano, e successivamente fino al 2012 da Luca Zazzeron, si arriva a 30 elementi, tra i 17 e i 75 anni. Attualmente, diretto da Marco Puricelli, conta 35 coristi. Il coro, presieduto da Federico Roncolato, ha partecipato nel 2023 al 4° Concorso Nazionale per cori maschili a Pergine Valsugana, classificandosi tra i sei cori finalisti, e ricevendo il premio per la miglior interpretazione di un brano armonizzato da Luigi Pigarelli con il canto “Doman l’è festa“.

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