Busto, l’aula si scalda ma dà il via libera all’esternalizzazione di due asili nido

In consiglio comunale a Busto Arsizio il minuto di silenzio per Umberto Bossi

BUSTO ARSIZIO – L’esternalizzazione degli asili nido “scalda” la seduta consiliare che si svolge in contemporanea con la partita della Nazionale di calcio. Ma alla fine, nonostante qualche dubbio anche tra i banchi del centrodestra, la delibera passa a larga maggioranza: solo il centrosinistra vota contro. «Sono scelte che vanno in una direzione precisa – ribadisce Cinzia Berutti (Pd) – si può scegliere dove risparmiare, non su un servizio che è sempre stato un fiore all’occhiello». Ma il sindaco Emanuele Antonelli conferma: «È un servizio che poteva essere esternalizzato. Se avessimo assunto 10 educatori avremmo dovuto rinunciare a 10 vigili».

Bossi e Maffioli

La seduta consiliare era iniziata con il minuto di silenzio per la scomparsa di Umberto Bossi: stavolta, rispetto a quando fu ricordata la morte di Silvio Berlusconi, tutti rimangono al loro posto, anche nei banchi dell’opposizione. Il sindaco Emanuele Antonelli invece rivolge «un grande “in bocca al lupo” alla nostra assessore Manuela Maffioli che è diventata onorevole – proprio in sostituzione di Bossi – dopo tanti anni finalmente Busto Arsizio ha un’onorevole che ci può rappresentare a Roma. Sono certo che ci metterà tutto l’impegno che ci ha messo sempre a Busto Arsizio». E chiama l’applauso per l’assessore leghista, che non è seduta sul suo banco in quanto “fresca” di insediamento a Montecitorio.

Abbracci per Umberto

Nel corso degli interventi liberi poi, a nome della Lega, è il consigliere Vincenzo Marra a commemorare il fondatore del movimento: «Umberto Bossi è stato un punto di riferimento concreto e vicino, profondamente legato alla nostra realtà. La sezione della Lega di Busto Arsizio ha rappresentato per anni un presidio vivo, fatto di passione, militanza e sacrificio. Qui, tra le nostre strade e le nostre piazze, il suo messaggio ha preso forma grazie a donne e uomini che hanno creduto in un ideale, spesso senza chiedere nulla in cambio». Tra il pubblico c’erano alcuni militanti storici, come Giuseppe Gorini e Antonio Raimondi – che nel nome dell’Umberto ha abbracciato l’assessore Paola Reguzzoni –, ma anche il vicesegretario Maurizio Scuri.

Lo scontro sui nidi

Poi di fatto l’unico punto che è stato discusso è l’esternalizzazione di due asili nido, “Boschessa” di via Alba e “Ferrario” di Borsano, che verranno gestiti da cooperative con la formula dell’appalto di servizio. In aula, di fronte ad una rappresentanza delle educatrici sedute tra il pubblico, si ripropone lo scontro politico già emerso in commissione qualche giorno fa. L’assessore alle politiche educative Chiara Colombo rivela che sono 38 e 36 i posti attualmente coperti nei due nidi da affidare alle cooperative, «ma con l’appalto di servizio possiamo aumentare del 20% i posti». Dai banchi del Pd Cinzia Berutti rilancia le sue perplessità («solo 10mila euro di risparmio non giustifica questa scelta») e prova a stuzzicare Gigi Farioli: «Mi ha un po’ deluso. È stato sindaco per due mandati e assessore all’istruzione e non ha speso una parola per quello che è stato un fiore all’occhiello del Comune di Busto».

Il dibattito in maggioranza

Stavolta però qualche puntura di spillo arriva anche dai banchi della maggioranza. In particolare è Max Rogora (Fratelli d’Italia) a chiedere «perché non facciamo un piano di assunzione di gente nuova? Uno va in pensione, uno si assume. Basta programmare». L’assessore al personale Mario Cislaghi gli risponde piccato: «Mi spiace che tutte le volte devo ripetere le stesse cose. Noi abbiamo un limite di spesa, che riguarda tutto il Comune, 420 dipendenti. Non è che non vogliamo assumere, abbiamo dei limiti contrattuali e nazionali e bisogna fare delle scelte». E il sindaco Antonelli rimprovera Max: «Mi spiace che non ha capito come funziona dopo dieci anni che è qui, perché si programma sempre, e si fanno delle scelte. Per far sì che il sistema funzioni bisognava assumere circa dieci educatrici, e quindi avremmo assunto dieci vigili o altri dipendenti in meno. E questo è un settore in cui si poteva esternalizzare, con cooperative che possono sostituire degnamente il personale, sempre gestito da noi». Ma Rogora: «Non voglio buttarla sul personale ma non ho detto niente di sbagliato. Sostituire è una cosa, aggiungere è un’altra». E alla fine, anche se per ultimo, vota Sì anche lui alla delibera.

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