BUSTO ARSIZIO – Si accende lo scontro politico in commissione cultura e istruzione per la scelta dell’amministrazione di esternalizzare i due asili nido Boschessa e Ferrario. Al Pd «preoccupato» replica il sindaco Emanuele Antonelli: «La motivazione? Vincoli di spesa per il personale, siamo già al limite». Ma tra il pubblico, in mezzo ad una folta rappresentanza di educatrici, il sindacalista del Csa Angiolino Liguori scuote la testa: «Non è vero».
Il caso: i nidi esternalizzati
Il caso è venuto a galla settimana scorsa, quando l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo ha portato la delibera in giunta. «Non si va a privatizzare ma ad appaltare per una gestione diversa delle ore – spiega – ora abbiamo le mani legate sulle assunzioni e non possiamo coprire determinate situazioni che si vengono a creare durante l’anno. Mi rendo conto del disagio di cambiare scuola per le educatrici, ma nessuna delle dipendenti perderà il posto di lavoro e la governance dei nidi rimarrà in capo al Comune». Spiegazioni che non convincono il PD: «La relazione non dice che non si può assumere ma che è finanziariamente non sostenibile, legittimo ma diverso – fa notare il capogruppo Dem Maurizio Maggioni – gli asili nido con personale comunale sono un elemento di qualità e di garanzia, che stiamo perdendo se si preferisce una gestione da parte di privati o piccole cooperative». Cinzia Berutti (Pd) lo dice chiaramente: «La ragione è economica».
Lo scontro
A questo punto interviene il sindaco Antonelli: «Non possiamo assumere chi vogliamo, siamo già al limite. Non è per risparmiare, ma perché per legge abbiamo un vincolo di spesa per il personale». Angiolino Liguori (Csa), che è tra il pubblico in mezzo alle educatrici, non ci sta: «Non è vero». E chiede di parlare, ma non è consentito. «Si possono fare delle scelte, qui se ne sta facendo una» attacca Valentina Verga (Pd). Quando le educatrici applaudono un suo intervento, dai banchi di Fratelli d’Italia Francesco Attolini si alza indignato e se ne va. Poi per la maggioranza l’unico a prendere la parola è il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani: «È facile fare comizi per prendere gli applausi, ma noi governiamo e prendiamo delle scelte». E Berutti ribatte: «Starete lì vita natural durante, ma state facendo scelte che per alcuni non sono condivisibili». Alla fine il centrodestra approva e la delibera passa. Ora dovrà approvarla il consiglio comunale.
L’altro caso: la materna Crespi
Nella stessa seduta di commissione, presieduta da Orazio Tallarida (FdI), si è discussa anche l’interrogazione del Pd sul passaggio della scuola materna “Ezio Crespi” di San Giuseppe dalla gestione parrocchiale a quella statale. È intervenuto anche il parroco don Giuseppe Tedesco: «Tutto è nato quando lo scorso anno le iscrizioni sono scese e non abbiamo potuto fare 5 sezioni complete, ora sono 4 ma senza villa Sioli sarebbero state 3 – il riferimento è al trasloco della scuola dell’infanzia “spacchettata” di via XX Settembre nello stesso plesso – del resto da inizio anno ho celebrato un battesimo e 13 funerali, piange il cuore ma i dati sono questi. È stata una scelta sofferta ma non solo di tipo economico». Ma la Dem Verga prende di mira l’amministrazione: «Così non c’è continuità educativa e l’amministrazione non ha coinvolto le insegnanti».
Nidi, sindacati sulle barricate. A Busto la battaglia si sposta in commissione


