Busto, le Coop citano Comune, sindaco e ex assessore per 5,6 milioni di danni

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BUSTO ARSIZIO – Nuvoloni giudiziari si addensano su Palazzo Gilardoni. Le Coop citano in giudizio il Comune, e in solido, il sindaco Emanuele Antonelli, l’ex assessore all’Urbanistica e vice sindaco Isabella Tovaglieri, oggi europarlamentare, e busto antonelli rimpasto giuntadue dirigenti, uno del settore urbanistica e il comandante della polizia locale  per una serie di presunti danni quantificati in 5,6 milioni di euro. Sbocco clamoroso ma non inaspettato di un braccio di ferro che va avanti dal giorno dell’insediamento della giunta guidata dal commercialista bustocco, da subito ostile all’insediamento commerciale delle cooperative in viale Duca d’Aosta. Una contrarietà che di fatto smentiva gli accordi sottoscritti dalle stesse Coop con l’amministrazione, intesa dalla quale non sarebbe stato possibile tornare indietro in virtù di una precisa convenzione. Proprio il mancato rispetto di alcuni punti della stessa convenzione sono all’origine dell’azione delle Coop. Che già a giugno, durante l’assemblea dei 200 soci, tenuta al Teatro Manzoni, paventavano l’intenzione di ricorrere alle carte bollate. Com’è poi avvenuto nonostante fosse stato informato per tempo Palazzo Gilardoni.

Le contestazioni

europee tovaglieri legaSettimana scorsa la citazione, incardinata al tribunale civile di Busto Arsizio, è stata notificata agli uffici comunali. Da lì, questa mattina, martedì 10 settembre, è uscita l’indiscrezione raccolta da Malpensa24 e confermata da Daniele Ferrè, uno dei massini dirigenti delle Coop. In buona sostanza si contesta al Comune e ai suoi rappresentanti politici e tecnici interessati una serie di vere o presunte inadempienze. A cominciare dalla riqualificazione dell’ex calzaturificio Borri, confinante con il supermercato. Riqualificazione che doveva essere conclusa entro metà luglio, ma sinora nessuno ha battuto un chiodo. A dispetto, tra l’altro, di alcuni edifici a confine pericolanti e che, secondo i proponenti della citazione, mettono a rischio l’incolumità dei passanti sulla retrostante via Pisacane. In verità, Palazzo Gilardoni ha bonificato l’area dall’amianto presente, ma a quanto sembra dopo un intervento della procura della Repubblica. Senza dimenticare che il Borri è già stato meta di gruppi di vandali e il suo riutilizzo è in discussione da una ventina d’anni e forse più.

Cinquanta pagine di motivazioni

Nella citazione si parla anche dei ritardi nella realizzazione delle rotonda su viale Duca d’Aosta all’incrocio con via Mameli. Lavori conclusi un anno dopo la data concordata e, secondo le Coop, per intoppi creati di proposito dal Comune. Sulla volontarietà dell’azione municipale a danno della società proprietaria del supermercato farebbero leva i legali che hanno preparato la citazione. Per dirla in chiaro, veri o presunti sgambetti procedurali che, sempre secondo le tesi dei proponenti, avrebbero causato impedimenti e mancati guadagni. Da qui, come da altre situazioni rappresentate nell’esposto, la richiesta di 5,6 milioni di danni, quantificati in 7.000 euro al giorno. Una cifra enorme, che sarà oggetto del probabile dibattimento in sede civile, quando sarà se sarà. Le Coop hanno concretizzato le loro argomentazioni in una cinquantina di pagine con relativa documentazione allegata, altre quaranta pagine. Il rischio per sindaco, ex assessore e dirigenti è che, in caso il Comune soccombesse, potrebbe toccare a loro risarcire in prima persona le Coop. Ipotesi remota, ma tutt’altro che peregrina.

Palazzo Gilardoni tace

Malpensa24 ha chiesto stamane all’ufficio stampa del Comune se il sindaco Antonelli o chi per esso volesse rilasciare dichiarazioni rispetto alla posizione dell’amministrazione. “Non abbiamo niente da dire” la risposta. Un niet, l’ennesimo, che non colpisce il giornale ma i suoi lettori, tra i quali ci sono migliaia di cittadini di Busto. I quali, evidentemente per sindaco e compagnia cantante, non meritano alcuna spiegazione su una vicenda che, comunque sia, al di là degli esiti, riguarda la corretta gestione dell’ente e, quindi, della città.

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