BUSTO ARSIZIO – Potrebbe arrivare fino a circa 245mila euro il conto pagato dal Comune di Busto Arsizio per l’estivo della piscina Manara. Lo ha spiegato in consiglio comunale il vicesindaco e assessore allo sport Luca Folegani, illustrando una delle correzioni al bilancio contenute nella variazione milionaria – motivo del contendere della lite in chat tra il segretario di Forza Italia Alberto Riva e il sindaco Emanuele Antonelli – che ha ottenuto il via libera in sala esagonale martedì sera, 25 novembre.
I conti della piscina Manara
Folegani ha dettagliato le spese già effettuate dal Comune – 102mila euro ad Agesp per i lavori di sistemazione dell’area esterna dell’impianto e 60mila euro ad Aquamore per la compensazione delle perdite 2024 – e quelle che sono state approvate con l’ultima variazione di bilancio del 2025, uno stanziamento di 82mila euro per ripianare le maggiori perdite di Aquamore per la gestione della stagione estiva e per i costi fissi della piscina chiusa. «Perdite – precisa Folegani – che l’operatore dovrà comprovare». Nel frattempo procede a ritmo serrato la maxi-operazione di ristrutturazione dell’impianto: «Sono già pervenute le prime manifestazioni di interesse da parte degli operatori – fa sapere il vicesindaco e assessore allo sport – a questo punto prenderà il via il project financing, per quanto riguarda le tempistiche siamo nelle mani dell’iter amministrativo e rimaniamo su quanto già dichiarato». L’obiettivo è la riapertura di una vasca interna a gennaio 2027 e dell’intera piscina per la stagione 2027/2028.
Il dibattito
L’apertura di seduta era stata dedicata in modo bipartisan alla giornata contro la violenza sulle donne, con gli interventi – applauditi – della presidente del consiglio Laura Rogora e della consigliera del PD Valentina Verga. Per poi entrare dell’ordine del giorno con il via libera alle manifestazioni di interesse per le comunità energetiche rinnovabili (PD contrario) e al regolamento di esecuzione dello statuto della CER Malpensa Insubria (all’unanimità). Il punto su cui la discussione si è accesa non è stata però la variazione al bilancio, illustrata dall’assessore Alessandro Albani, la cui discussione si è concentrata soprattutto su alcuni chiarimenti puntuali (in particolare quello chiesto dalla Dem Cinzia Berutti sulla cessione dei diritti edificatori), ma l’operazione di acquisizione dell’immobile abusivo di via Luigi Belotti da destinare ad alloggi popolari.
Il caso degli alloggi di via Belotti
Un’operazione che permette al Comune di incamerare nel proprio patrimonio una palazzina residenziale che, in quanto oggetto di abuso edilizio, avrebbe dovuto essere abbattuta, e che invece potrà essere destinata ad abitazioni per padri separati o genitori single. Se il sindaco Antonelli coglie l’occasione del dibattito consigliare per ringraziare pubblicamente la dirigente Monica Brambilla e l’avvocato Maria Antonietta Carra per la brillante operazione («è la prima volta») con cui il Comune ricava sei appartamenti, il Pd per voce del capogruppo Maurizio Maggioni chiede di «regolamentare con una graduatoria» le future assegnazioni «per una chiarezza nella gestione», che eviti il rischio di «contratti che vadano oltre a logiche di imparzialità». E per voce di Cinzia Berutti chiede anche che sia fissata «una durata» per l’occupazione dell’alloggio. È l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni a rispondere: «Non sono alloggi di edilizia residenziale pubblica, qui la graduatoria non è applicabile come per gli appartamenti di via Quintino Sella per le urgenze. Ma non è la politica che decide chi inserire, c’è un’equipe di assistenti sociali. Una volta concluso il Pnrr, si potrà pensare ad un regolamento ma non a una graduatoria “vecchio stile” che non intercetta il fabbisogno abitativo di oggi. Fissare un termine? Gli alloggi Erp di fatto sono quasi sempre “a tempo indeterminato”, questi invece sono alloggi temporanei d’urgenza ma non si può determinare una durata prestabilita».
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