BUSTO ARSIZIO – Il Gip del Tribunale di Busto Arsizio Anna Giorgetti ha sciolto oggi, venerdì 17 maggio, la riserva sul caso mascherine he vede l’ex presidente della Camera Irene Pivetti accusata a vario titolo, insieme alla figlia, il genero, l’imprenditore Luciano Mega e altri soggetti di frode in forniture pubbliche, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e auto-riciclaggio nell’ambito di una compravendita dalla Cina di mascherine per un valore complessivo di 35 milioni di euro. Il processo resterà a Busto Arsizio.
Già fissata l’udienza preliminare
Le difese avevano sollevato eccezione di incompetenza territoriale per gli uffici giudiziari di via Volturno ma il giudice ha rigettato tutte le argomentazioni delle difese accogliendo quelle del pubblico ministero Ciro Caramore che ha coordinato le indagine. Già calendarizzata la data dell’udienza preliminare che sarà discussa il 10 e il 14 giugno.
La procura vince il braccio di ferro
La Procura di Busto aveva chiesto l’arresto di Irene Pivetti nel marzo scorso: il Gip di Busto aveva rigettato la richiesta dichiarandosi incompetente. E destinando il processo a Roma. Nelle 600 pagine di richiesta di ordinanza il Pm di Busto Ciro Caramore ha ribadito come il processo, trattandosi di presunto reato commesso a Malpensa, sia da celebrarsi a Busto. Il Riesame ha dato torto a Busto dichiarandosi incompetente nel merito. Oggi il nodo è stato sciolto in via definitiva, il processa resta a Busto. Pivetti, che oggi non era presente in aula, si è sempre dichiarata innocente invocando a tratti il complotto ai suoi danni.
