BUSTO ARSIZIO – Busto Arsizio tra le cinque migliori procure del Nord Ovest, merito di un’indagine che ha smantellato un sistema che, partendo da Castellanza, forniva un servizio “all inclusive” alle aziende per poter evadere. La frode ai danni dello Stato era stata stimata in 34 milioni di euro. Oltre 8 quelli recuperati con i sequestri, 260mila euro furono addirittura trovati murati in una parete. Tre gli arresti, 25 in tutto gli indagati, 36 perquisizioni e circa 70 le aziende coinvolte.
Gli encomi

A coordinare l’indagine che sfociò a fine 2021 con l’arresto dei tre principali indagati fu il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra. Con lei il luogotenente della Guardia di Finanza alle operazioni speciali e responsabile della polizia giudiziaria della Gdf della procura di Busto Giovanni Antico, e i militari del gruppo delle Fiamme Gialle bustocco Nicola Volpe, luogotenente, Giovanni Trisolino, luogotenete e Andrea Carbone, maresciallo ordinario. Proprio i quattro militari hanno ricevuto l’encomio solenne concesso dal comandante interregionale del corpo, il generale Fabrizio Carrarini, e a loro consegnato dal presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei, in occasioni delle celebrazioni milanesi per il 250esimo anniversario di fondazione della Guardia di Finanza.
Alta valenza sociale
L’indagine ha un altissimo valore sociale. Chi evade ruba allo Stato, di fatto ruba quindi a tutti i cittadini. Le tasse servono a pagare i servizi di cui ciascuno di noi usufruisce. Un’inchiesta di due anni per ricostruire una frode fiscale che, attraverso la costituzione di società “cartiere”, ha permesso agli indagati di emettere ingenti volumi di fatture per operazioni inesistenti. Gli stessi, ricevuto il pagamento, hanno successivamente provveduto a retrocedere il denaro in contanti ai propri “clienti” beneficiari delle fatture false, dietro la corresponsione di una provvigione dal 5% all’8% dell’imponibile indicato in fattura.
20 patteggiamenti
Sono 70 le aziende sotto indagine che, dal 2017 al 2021, hanno beneficiato complessivamente di 30 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti oltre all’Iva indebitamente detratta per 4 milioni di euro. Ottimi i risultati anche sul fronte processuale: i tre arrestati hanno già patteggiato. Per altri 17 indagati c’è già l’accordo con la procura per il patteggiamento. Dei restanti cinque indagati, uno è deceduto, restano quattro posizioni da definire.
Busto, frode fiscale da 34 milioni: 3 arresti. Sequestrati 260mila euro
